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La Grande Distribuzione alleata dell'olio extra vergine di eccellenza

Si può fare cultura di prodotto anche tra gli scaffali con messaggi chiari, semplici ed univoci. “Il consumatore non è sciocco – afferma Marco Conti – sa distinguere e percepire la qualità se la si offre e la si valorizza.”

In principio fu Esselunga ma oggi pare che gli oli di grande qualità stiano conquistando spazio nella Grande Distribuzione e con formule innovative che possono contribuire alla crescita della consapevolezza e della cultura oliandola del consumatore.

Tra le catene che stanno seguendo un percorso di valorizzazione dell'olio di qualità c'è SuperElite, marchio con più di 30 punti vendita a Roma e nel Lazio che in Via Appia Nuova ha dato il via, da ormai un anno, a un progetto pilota per proporre ai propri clienti “I Grandi Oli dei Frantoi Artigiani”.

Un'esperienza sicuramente interessante anche perchè presenta caratteri innovati, a partire dall'esposizione, decisamente appariscente, che cattura l'occhio e l'attenzione del cliente, fino al posizionamento, lontano dallo scaffale dove trovano posto gli altri oli extra vergini d'oliva.

Abbiamo quindi voluto approfondire l'argomento con Marco Conti, direttore di SuperElite.

 

- E' soddisfatto dei risultati del progetto pilota? Ha un futuro l'olio extra vergine artigianale sugli scaffali del supermercato?

Sono assolutamente soddisfatto dei risultati raggiunti in questo anno di prova, sia sotto il profilo economico sia sotto quello del servizio. L'olio dei frantoi artigiani avrà sicuramente un futuro in SuperElite, anzi posso già dirle che intendiamo replicare il progetto in altri 10-15 punti vendita durante il prossimo anno.

- Va in controtendenza. In molti sostengono che non vi è spazio per gli oli al di sopra dei 6 euro al litro sugli scaffali dei supermercati e che non vi è sufficiente remunerazione per la Grande Distribuzione.

Se dovessi fare semplicemente un conto di breve periodo probabilmente occuperei quello spazio con altro ma sarebbe un'operazione poco lungimirante. Occorre anche saper investire e guardare al futuro. Più di vent'anni fa fummo tra i primi a proporre a scaffale vini di elevatissima qualità, quelli che si trovavano solo in enoteca. Oggi l'investimento fatto allora sta dando abbondantemente i suoi frutti. Sono convinto che l'extra vergine d'oliva possa seguire la stessa strada.

- Eppure, entrando nel supermercato, ho notato un'offerta primo prezzo: una bottiglia da 1 litro a 2,49 euro. Non è una contraddizione rispetto a quanto ha detto poco fa?

Assolutamente no. Non possiamo solo vendere prodotti di alta qualità ma l'intera gamma degli extra vergini, a partire da quelli ai prezzi più convenienti fino alle eccellenze. La Grande Distribuzione non offre solo prodotti ma un servizio. Il cliente che viene da noi deve sapere di trovare il prodotto industriale e quello artigianale di alta qualità.

- Ma di fronte allo scaffale il consumatore sa scegliere? Sa percepire la differenza tra i due prodotti?

Il consumatore non è sciocco, sa distinguere e percepire la qualità se la si offre e la si valorizza. Le faccio un esempio. Qualche giorno fa ho incontrato un cliente affezionato che dopo aver acquistato del pomodoro Cuore di Bue e della mozzarella di bufala mi ha chiesto un consiglio per l'olio. L'ho indirizzato verso lo scaffale dei “Grandi Oli dei Frantoi Artigiani”. Quando ci siamo reincontrati sa cosa mi ha detto? Che ha fatto un'ottima cena con pomodoro,mozzarella e... olio. Non sottovalutiamo il consumatore.

- Si può fare cultura alimentare tra gli scaffali del supermercato?

Si può fare informazione, si può fare chiarezza e si può offrire trasparenza. Porre gli oli di marca e quelli artigiani in due diversi spazi aiuta il consumatore a capire e a scegliere consapevolmente.

- Però poi la Grande Distribuzione inonda le nostre cassette postali con volantini con le ultime offerte a prezzi stracciati

I volantini sono uno strumento di comunicazione molto potente ed importante. Ci permette di arrivare direttamente nella case e dialogare con il consumatore. Ho usato il verbo dialogare non a caso. Si può comunicare molto più che il semplice prezzo. La mia ambizione sarebbe presentare le aziende, le facce e i nomi che stanno dietro a quelle bottiglie d'olio artigiano.

di Alberto Grimelli
pubblicato il 15 settembre 2012 in Tracce > Economia

[2] COMMENTI

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Galeone Donato

11:33 | 17 settembre 2012

A mio avviso " I Grandi Oli" e gli "Oli di Alta qualità" - certificati in filiera sia per "origine" delle olive che per "contenuti" qualitativi di prodotto "tal quale succo di oliva" si ottengono tanto nei "Frantoi Artigiani" quanto nei "Frantoi Cooperativi" ed anche nella trasformazione - "italiana" - industriale se certificata in "filiera" tra Produttori che aggregano le loro olive, prevalentemente monovarietali, in partita unica da trasformare in un frantoio, comunque denominato, nelle 24-48 ore dalla raccolta.
Concordo che sono questi i "percorsi di valorizzazione degli oli di qualità" indipendentemente dalla parole "artigiani" o "industriali" ma dai "contenuti" analitici-qualitativi, verificabili dal consumatore, tra gli oli etichettati generalmente ed,ancora, "extravergini di oliva" (da € 2,49 litro!!!! no, certamente)
Ne abbiamo parlato anche durante la gradita visita a Vallecorsa, venerdì 14 settembre, nella Città dell'Olio, di Elia Fiorillo, Presidente del Consorzio Italiano degli Oli Extravergini di Alta Qualità.
Nel corso della sua visita alla modernissima struttura di stoccaggio-confezionamento di"filiera", Fiorillo ha incontrato il Rappresentante legale dell'Agricola Peronti Lucia - aggregatrice di produttori olivicoli del basso Lazio" e la prevista partecipazione con il 49% anche dei produttori, Soci del Frantoio Cooperativo.
Produttori e Soci-Produttori del Frantoio Cooperativo saranno impegnati "solidali" nella commercializzazione dal 2012, riconoscendosi, nell'attività di stoccaggio-imbottigliamento (Agricola Peronti Lucia srl con il 51%) cofinanziata dalla Regione Lazio (Misura 123 - Azione 1 - Accrescimento valore aggiunto prodotti agricoli). dal PSR Misura 123).
Concordo, quindi, con la "ambizione di presentare le aziende" - preferibilmente aggregate nella fornitura di materia primaria agricola - in filiera di prodotto "olio succo di olive tal quale" - tracciato e certificato in sicurezza alimentare "Extravergine di Alta Qualità", sostenuto da un equo e trasparente prezzo di acquisto.
A mio avviso, è questa la vera "sfida competitiva" tra le "diversificate nicchie degli oli italiani" nel mercato globale non esclusa la Grande Distribuzione italiana.
Ripeto spesso che non sarà facile ma non è neppure impossibile.
Grazie, sempre, a Teatro Naturale che ci offre la possibilità di confronti in comunicazioni e promozioni, preferibilmente, solidaristici.
Donato Galeone

Forti Mario

15:38 | 16 settembre 2012

1)Tante belle cose,quelle che conta è la rotazione sullo scaffale.
2)Ho i miei dubbi in queste parole tipo: CAPIRE e SCEGLIERE.

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