Anno 16 | 14 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Epoca di potatura dell'olivo. E' già ora di cominciare? Come intervenire?

Il clima mite di questo periodo sta incentivando l'inizio delle operazioni di potatura dell'olivo, con la pianta che ancora non è in riposo vegetativo. Non sempre la potatura minima è da preferirsi. Più rischi che opportunità volendo forzare troppo i tempi, a meno che non si proceda con interventi di riforma

La campagna olearia si è conclusa, quasi ovunque, con largo anticipo e qualcuno sta pensando di anticipare le operazioni di potatura, così avvantaggiandosi in vista della prossima primavera e del risveglio vegetativo.

Ricordiamo che, al momento, gli olivi non sono ancora in riposo vegetativo e per rendersene conto guardare le fronde, alla ricerca di eventuali nuovi germogli in attività. Per precauzione è anche utile effettuare un piccolo taglio su una branchetta fruttifera, valutando la quantità di “succo” che fuoriesce dalla ferita tastandola con il polpastrello. Su piante in riposo vegetativo sentiremo i tessuti quasi asciutti, mentre su piante in succhio il polpastrello risulterà da umido a bagnato.

Generalmente è bene intervenire con la potatura solo quando la pianta è in riposo vegetativo, così da non stimolare l'immediata emissione di nuova vegetazione che temperature basse, già intorno allo zero, potrebbero compromettere, con spreco di risorse nutritive ma anche di gemme che, evidentemente, non potranno poi schiudersi in primavera, rischiando di produrre un ritardo vegetativo e quindi scompensi che andranno anche a ripercuotersi sulla fioritura.

Ovviamente è necessario anche considerare i rischi di gelate o freddi improvvisi che potrebbero compromettere la funzionalità dei vasi in prossimità dei tagli. Se è vero che una pianta attiva “cicatrizza” velocemente le ferite da potatura, è anche vero che la velocità dipende dalla temperatura media, che si compone anche di quella notturna che, in questo periodo, è bassa, pur non consentendo ancora di far andare la pianta in riposo vegetativo.

E' possibile, in misura parziale, indurre il riposo vegetativo, o incentivarlo, attraverso trattamenti rameici a medio-alta concentrazione (dai 500 g/hl). L'effetto fitotossico del rame provocherà un rallentamento delle funzioni fisiologiche e metaboliche delle foglie, così diminuendo anche i flussi linfatici. Se l'intervento rameico si inquadra in un periodo di calo termico, il passaggio della pianta alla fase di riposo vegetativo sarà più rapido. Inoltre il trattamento rameico ad alto dosaggio ha anche l'effetto indiretto di “indurire” i tessuti, così proteggendo da eventuali gelate.

Una volta che la pianta è in riposo vegetativo si puo' procedere con la potatura, ricordando però che negli alberi in produzione numerosi piccoli tagli stimolano la formazione di nuovi germogli più di pochi grossi tagli. Pertanto, a parità di quantità di vegetazione asportata, l'eliminazione di grosse branche stimola l'accrescimento vegetativo meno dell'eliminazione di branchette. In questa fase, quindi, è paradossalmente maggiormente consigliabile effettuare potature di riforma, su piante in riposo vegetativo (lo ricordiamo!) piuttosto che operare con una potatura minima, con il rischio che questa, in coincidenza con anomali rialzi termici, possa favorire un rigoglio vegetativo troppo anticipato.

Va inoltre sottolineato che una potatura precoce, quando non accompagnata da eventuali trattamenti che stimolino l'indurimento dei tessuti, può rendere le piante più sensibili a gelate tardive. E' quindi eventualmente bene procedere dalle zone più temperate dell'azienda, o comunque meno esposte a gelate, per poi passare a quelle più soggette a eventuali gelate solo da metà febbraio-inizio marzo fino ad aprile.

Infine l'epoca di intervento va valutata anche in virtù dell'età dell'olivo, del suo stato fitosanitario e degli interventi di irrigazione/concimazione effettuati.

Nei moderni impianti, specie se dotati di fertirrigazione, non è infrequente a irrigare/fertirrigare fino alla fine di settembre-inizio ottobre, inducendo anche un ritardo nel riposo vegetativo degli alberi. Tendenzialmente, su piante o impianti olivicoli con alta vigoria, si può anche pensare a una potatura ritardata, fin alle soglie della fioritura, così da deprimere il potenziale vegetativo dell'albero.

Al contrario un precario stato nutrizionale/fitosanitario può indurre un riposo vegetativo anticipato.

Non esiste, quindi, una regola standard per il periodo ideale per iniziare la potatura dell'olivo, dipendendo da vari fattori legati al microclima dell'area, allo stato dell'oliveto e al rischio di gelate.

di R. T.
pubblicato il 07 dicembre 2018 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

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