Anno 15 | 26 Settembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Trattamenti preventivi contro la mosca delle olive, una buona idea?

In molti olivicoltori vi è la volontà di raccogliere precocemente per salvare le olive e fare un trattamento preventivo, per salvarsi dalla mosca delle olive. I reali tempi di azione dei principali principi attivi utilizzabili, dimetoato su tutti, lo sconsigliano

La volontà di raccogliere le olive già ai primi di ottobre e allora, l'ultima finestra utile per effettuare un trattamento contro la mosca delle olive, cade proprio in questi giorni, senza tenere conto che tempo di carenza e tempo di azione del principio attivo non combaciano.

I 28 giorni indicati sull'etichetta dei principali prodotti fitosanitari utilizzabili in agricoltura integrata/convenzionale, ovvero fosmet e dimetoato (escludiamo l'imidacloprid in quanto liposolubile), sono infatti il tempo di carenza, ovvero il numero di giorni che deve passare dal momento del trattamento a quello della raccolta.

Il tempo di azione, ovvero di reale efficacia, del principio attivo può essere assai meno. Venti giorni secondo la maggior parte delle ditte produttrici di fitofarmaci, anche quindici giorni in presenza di alcune condizioni, come temperature sfavorevoli ed eccesso di piogge.

Il range di funzionamento ideale per l'efficacia dei principi attivi suddetti è di 18-25 gradi. Temperature inferiori o superiori portano a una riduzione dell'efficienza larvicida.

E' poi indubbio che un 'abbondanza di piogge può ridurre l'efficacia del principio attivo e il tempo di azione, non per effetto dilavante, essendo molecole citotropiche ma per effetto diluizione. Le olive, in presenza di piogge abbondanti, possono infatti imbibirsi di acqua, aumentando il loro peso anche del 30-40%, diluendo il principio attivo e rendendolo meno efficace.

La curva di azione del dimetoato e del fosmet non è lineare, come confermatoci dalle ditte produttrici, ma una curva a campana. Dopo il trattamento il prodotto deve essere assorbito dalle olive (sono necessarie poche ore), tempo nel quale l'efficacia del principio attivo è nulla o quasi, quindi cresce e si stabilizza dopo 24-48 ore dal trattamento fino a 15-20 giorni, tempo dopo il quale comincia il decadimento della molecola, per arrivare al ventottesimo giorno (tempo di carenza) in cui non può più causare problemi di contaminazioni.

Come detto i 15 o 20 giorni di efficacia dipendono da vari fattori, soprattutto d'ordine climatico.

Cosa significa questo all'atto pratico?
Effettuare un trattamento preventivo ora può non consentirci di intervenire tra 15 giorni, in caso di reale e significativo attacco di mosca delle olive, ovvero quando l'efficacia del principio attivo comincia a diminuire, offrendoci dunque minore copertura rispetto all'infestazione in atto.

In conclusione, quindi, la strategia del trattamento preventivo, lasciando perdere ogni considerazione legislativa e ambientale, è controproducente perchè limita, comunque e in ogni caso, la flessibilità di scelta dell'olivicoltore.
Fare un trattamento ora costringe a raccogliere tra 28 giorni, in ogni caso.
Non effettuarlo, ma continuare a eseguire attenti monitoraggi, ci consente di effettuare un trattamento in caso di attacco, andando a raccogliere più in là, ma anche di poter anticipare il raccolto nel caso l'infestazione della mosca sia molto a ridosso del periodo di raccolta programmata, oppure in caso altri eventi, come passaggi di grandine, consiglino un anticipo della raccolta.
Seguire attentamente i monitoraggi ed effettuarli in azienda, portando le 100 olive da controllare settimanalmente, potrebbe porci nella condizione di non aver fatto alcun trattamento, portando lo stesso olive sane al frantoio.

di R. T.
pubblicato il 06 settembre 2017 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

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