Anno 16 | 19 Giugno 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Dalle emergenze climatiche a quelle fitosanitarie, l'olivicoltura al bivio

Un progetto internazionale, coordinato dall'Italia, sta sviluppando modelli previsionali e strategie agronomiche per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura del bacino Mediterraneo

Il comparto agro-forestale è uno dei settori più vulnerabili ai cambiamenti climatici per il quale sono ormai improrogabili interventi sul fronte sia della mitigazione degli impatti, sia dell’adattamento. Le politiche comunitarie, nazionali e regionali degli ultimi anni hanno cercato di affrontare questa rilevante tematica attraverso l'elaborazione di opportune strategie e l’attuazione di misure concrete, come ad esempio le misure agro-climatiche-ambientali dei Piani di Sviluppo Rurale.

Anche l'olivicoltura deve fare i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici, che si aggiungono ad altri importanti mutamenti in atto che interessano gli stili di consumo, la dinamica dei mercati e le riforme della politica agraria comunitaria. Nonostante l’olivo sia una specie molto plastica, ha tuttavia irrinunciabili requisiti agronomici, che non devono essere disattesi al fine di evitare conseguenze che possono ripercuotersi anche pesantemente su tutto il comparto olivicolo-oleario.

A livello di campo l’olivicoltura è sottoposta ad importanti avversità biotiche, come la mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), mentre si stanno diffondendo nuove fitopatie come la “lebbra” (Colletotrichum gloeosporioides), e fitofagi secondari come la Cecidomia suggiscorza (Resseliella oleisuga), il tripide (Liothrips oleae) e la margaronia (Palpita vitrealis). Con sempre maggiore frequenza si riscontrano inoltre riduzioni del peso dei frutti e della resa in olio, con alterazioni dei principali indici di maturazione e della
composizione analitica e sensoriale dell’olio.

È pertanto necessario un modello di sviluppo sostenibile capace di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e che allo stesso tempo sia sostenibile in un’ottica di tutela ambientale.

Il Progetto OLIVE-MIRACLE
Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) sono impegnati su queste tematiche nell’ambito del Progetto di Ricerca Europeo FACCE-JPI OLIVE-MIRACLE (“Soluzioni modellistiche per migliori e resilienti strategie gestionali per l’olivicoltura contro i futuri cambiamenti climatici”), coordinato da CNR-IBIMET e che vede coinvolti istituti di ricerca italiani (CREA-OFA, CREA-AA) e stranieri (Università di Cordoba - Spagna, Agricultural Research Institute – Cipro, Institute of Olive Tree, Subtropical Plants and Viticulture - Grecia). Obiettivo generale del progetto è lo sviluppo di modelli previsionali e strategie agronomiche per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura del bacino Mediterraneo.

Il convegno di lunedì 11 giugno a Roma, presso la sede Crea, presenterà alcune delle tematiche più rilevanti affrontate nel progetto, con alcuni risultati preliminari, e offrirà spazi di confronto con i principali portatori di interesse provenienti dal settore olivicolo.

Programma

8:15 – 9:15 Registrazione dei partecipanti
9:15 – 9:45 Saluti istituzionali
Invitati: Dott. Marcello Donatelli (Direttore CREA-AA), Dott. Paolo Rapisarda (Direttore CREA-OFA),
Dott. Andrea Sisti (Presidente CONAF), Dott. Mauro Centritto (Direttore CNR-IVALSA).

I sessione - I cambiamenti climatici in agricoltura: ricerca e innovazione
(modera: Carmela Pecora, consigliere nazionale CONAF)
9:45 – 10:00 Cambio Climatico e Sicurezza Alimentare (Federica Matteoli, FAO).
10:00 – 10:15 Cambiamenti climatici e gestione sostenibile dei sistemi produttivi agricoli (Alberto Giuliani, CONAF).
10:15 – 10:30 Le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici: analisi di scenario e prospettive (Marcello Donatelli, CREA-AA).

II sessione - I cambiamenti climatici in olivicoltura: scenari e strategie agronomiche
(modera: Gianni Fila – CREA-AA)
10:45 – 11:15 I cambiamenti climatici e la coltivazione dell'olivo nel passato e possibili scenari futuri (Marco Moriondo, CNR-IBIMET).
11:15 – 11:30 Il cambiamento climatico e le nuove sfide dell'olivicoltura (Samanta Zelasco, CREAOFA).
11:30 – 11:45 I problemi emergenti visti dagli operatori: primi risultati di un programma di consultazioni nei paesi mediterranei (Gianni Fila, CREA-AA).
11:45 – 12:00 L'impatto del cambiamento climatico sulle malattie dell'olivo (Veronica Vizzarri, CREA-OFA).
12:00 – 12:15 Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla qualità dell’olio evo (Cinzia Benincasa, CREA-OFA).

12:30 Light lunch a buffet

III sessione – Territori a confronto, istanze e proposte per un’olivicoltura moderna
(modera: Anna Vagnozzi, CREA-PB)
13.45 – 15.30 Forum: interventi brevi con testimonianze da tutto il territorio italiano. Sono invitati: Conferenza Stato-Regioni, Federazioni e Ordini territoriali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Conferenza di Agraria, CREA, CHIEAM, FAO, ENEA, Chimici, Biologi, Associazioni di categoria, Associazione dei Consumatori.

15:30 – 16.30 Discussione e conclusioni.

di C. S.
pubblicato il 08 giugno 2018 in Strettamente Tecnico > Eventi

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

L'olio extra vergine di oliva non ha alcun valore

L'ultima fake news nel mondo dell'extra vergine d'oliva: le api fanno l'olio

Tocca a voi, a nessun altro

Crollo del prezzo dell'olio di oliva? Non succede ma se succede...

Evitare di filtrare l'olio extra vergine di oliva si può, ma a precise condizioni