Anno 16 | 20 Settembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Dai cocci del Testaccio alle oleoteche moderne. E' la Roma olearia che non ti aspetti

Il Monte dei Cocci è composto di anfore olearie del periodo imperiale. Timbri e scritte ne indicavano la fabbrica di origine, il contenuto, il peso lordo e netto, nonché il proprietario. Oggi Oleonauta e Sapord'Olio accolgono gli appassionati di extra vergine

Roma è la custode forse inconsapevole di un tesoro inestimabile per chi ama l’olio extravergine.
Parlo del magnifico Monte dei Cocci (testae, in latino) al Testaccio, dove il cumulo di anfore olearie del periodo imperiale romano (tra il I e il III sec d.c.) dà il nome al quartiere e al quale, secondo me, non si attribuisce la giusta importanza.
È un monumento mondiale all’importanza dell’olio extravergine e troppo spesso viene ignorato da passanti, residenti e percorsi turistici.

Indagini, studi e rilievi meticolosi hanno fatto chiarezza sul contenuto dell’intera zona e grazie alle informazioni raccolte sembra ormai accertato che l’80% delle anfore fosse di fabbricazione ispanica e il restante 20% proveniente da varie zone; queste anfore riempite di olio spagnolo, giungevano sulle banchine portuali del Tevere, scaricate e travasate in recipienti più grandi per poi essere venduti nei vari negozi presenti a Roma. Quelle non più utilizzabili venivano destinate alla discarica.

Una vera e propria discarica differenziata, vista la sola presenza di vasi di terracotta, deposti con consapevole metodica, primo esempio di tracciabilità alimentare comprovato dalla scoperta di timbri e scritte sul collo di essi che ne descrivono l’intera vita: la fabbrica di origine, il contenuto, il peso lordo e netto, nonché il proprietario. Materiale che veniva anche riutilizzato come inerte nella edilizia.

Erano molto più avanti di noi?
Ma questo succedeva molto tempo fa …. E adesso ?

Adesso qualcosa si muove; da qualche tempo Roma è di nuovo protagonista e innovatrice per quanto riguarda il consumo di olio extravergine, e ora, dopo alcuni negozi con un buon assortimento di oli, nascono nel giro di poco tempo ben due oleoteche, frutto di differenti semine in zone diverse ma segnate ambedue dall’amore per questo prodotto.

La prima è Oleonauta, di Simona Cognoli, che, come tanti di noi, è stata “lasciata” dal lavoro (per dirla in un modo carino) ma non si è persa d’animo e ha messo in campo la sua passione per l’olivo e i suoi prodotti, ha studiato ancora e approfondito l’argomento e unendo le sue competenze universitarie (con una tesi sul territorio e i canoni giuridici per le certificazioni di qualità dei prodotti agroalimentari) il 12 aprile ha inaugurato il suo negozio .
L’Oleonauta ha 24 aziende e tutte le loro etichette (80 circa), coprendo così quasi tutto il panorama sensoriale italiano, e vi assicuro che la disponibilità nel far assaggiare tutto l’assortimento è stata per me una novità. Oltre all’accoglienza e alla sua competenza mi ha colpito una sua risposta a una mia domanda: Simona perché aprire una Oleoteca a Ostia? “Io qui ci abito, devo credere in me e nel territorio, altrimenti non ha senso, la conoscenza della qualità del buon olio deve essere a portata di tutti”.
Oleonauta ha già in attivo un libro illustrato, “Piccole Olive”, che nasce dalla collaborazione con l’associazione culturale Emoticon per far entrare i bambini nel mondo dell’olio extra vergine di oliva attraverso la lettura e il gioco. Andate a trovarla, vi sentirete a casa vostra: www.oleonauta.com

La seconda realtà, solo in termini di apertura, ha aperto le porte l’ 11 giugno, è Sapord’Olio, che nasce in modo divertente: tre conoscenti che si incontrano in un corso di formazione, vanno a cena e seguono una piccola degustazione, è amore! Decidono di mettere insieme le loro diverse competenze, unite dalla passione per l’olio extravergine e così nasce Sapord’Olio, un progetto imprenditoriale articolato, ambizioso, non solo uno di negozio, ma una catena di Sapord’Olio per valorizzare e diffondere questo prodotto unico del nostro Paese con serate didattiche, corsi di degustazione e non solo.
Il primo punto vendita, di 100mq, ha 42 produttori e le loro etichette (in tutto 150 circa), non sai dove guardare, senti le etichette che ti chiamano, ammiccano, “assaggiami, prendi me, sono io la migliore per quell’ abbinamento ……” poi guardi i vassoi con gli oli a disposizione per gli assaggi e non vuoi fare distinzione tra i fruttati, vuoi passare da uno all’altro, come un bambino circondato da caramelle ….
Il progetto prevede una prossima apertura in centro a Roma e entro il 2015 una a Milano. Un assaggio da loro è doveroso: www.sapordolio.com.

Le prossime? Vogliamo tante oleoteche a Roma, e a voi la scelta, non dei negozi , ma dei diversi oli da abbinare.

di Piero Palanti
pubblicato il 05 settembre 2014 in Racconti > Quo vadis

[1] COMMENTI

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BOVOLI NICOLA

18:46 | 07 settembre 2014

Ottima Piero la ricostruzione storica sul Testaccio! Mi fa piacere che Roma riprenda le antiche abitudini di promozionare ed usare i migliori oli del mondo. Auguri all'Oleonauta Simona Cognoli e ai tre amici di Sapord'olio. Spero che le loro iniziative abbiano un grande successo.

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