Anno 15 | 17 Novembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Nuova campagna olearia, stessi dubbi su Italian style e olio d'oliva

Cosa ha imparato l'Italia dopo la disastrosa annata 2014/2015? Lo scopriremo presto. L'olio d'oliva di qualità è per tutti. E' semplicità e gusto. Per apprezzarlo è sufficiente sincerità e una ricetta, come la vellutata di lenticchie e cozze

Quest’anno abbiamo visto ogni cosa, la stagione è stata difficile e ci ha manifestato un po’ di tutto, credo sia questo l’“Italian Style” che ci contraddistingue nel mondo….

Produttori seri che si sono rifiutati di produrre non potendo lavorare ad alti livelli qualitativi.

Produttori che, non avendo olive, le hanno acquistate e dichiarato la loro provenienza.

Produttori che, non avendo olio, hanno acquistato all’estero e lo hanno dichiarato nelle loro bottiglie.

E fino a qui ci piace!

Sull’altro versante invece, produttori che, per vendere e per non perdere la stagione, hanno acquistato di tutto, offrendo prodotti discutibili; ma la domanda che mi sorge spontanea è: è giusto che sia il consumatore a pagare il rischio dell’imprenditore?

Abbiamo visto pseudo esperti che hanno abbinato il loro unico olio dall’antipasto al gelato … olio che sgarbatamente andava con il secondo abbinando “proteina” con proteina …… oppure giustamente rettificato.

Abbiamo visto assaggiatori che pur di avere visibilità ha fatto il patto alla Dorian Gray .

Abbiamo visto arrivare sugli scafali della GDO oli comunitari e non a volto scoperto.

Se questo è “l’Italian Style” non ci piace!

Poi il caldo, la grandine, la mancanza di piogge, insomma un martirio; tutto ciò rende l’attesa infinita e stimolante ma anche triste, la grandine ha già creato perdite,e, uno Stato sordo, avvilisce sempre di più una agricoltura già precaria.

Avremo imparato qualcosa da questa annata?

Se venissimo a scoprire poi che la mosca (in minima quantità) nell’equilibrio perfetto della natura servisse a qualcosa e siamo stati noi a rompere tale perfezione?

La strada giusta è l’unione, la sincerità e la divulgazione della cultura dell’olio extravergine di qualità a tutti i livelli.

Voglio una olivicoltura più trasparente, più onesta, più alla portata di tutti, che ci distingua nel mondo e non ci faccia additare. Voglio sapori, profumi ed emozioni ! E voglio che tutti ne possano beneficiare .

A chi dice che l’olio di qualità non è per tutti io rispondo cosi, semplicità con gusto

Vellutata di lenticchie e cozze

Ingredienti:

2 scatole di lenticchie già cotte
500gr di cozze
Pane raffermo per crostini
Un giro di olio extravergine di qualità
Aromi vari

Non storcete il naso, è quello che acquistiamo e che spesso mangiamo al ristorante; ben pochi ormai cucinano i legumi partendo da quelli secchi, i ristoratori aprono solo un barattolo più grande rispetto al consumatore, l’importante è scegliere quelli senza conservanti, preparati soltanto con acqua e sale. Se volete cucinarle ben venga ma non scordatevi mai una foglia di alloro e un rametto di rosmarino.

Preparazione :
Tagliare gli aromi finemente metterli in una padella con 4 cucchiai di acqua, aggiungere le cozze pulite ed aspettare la cottura, nel frattempo tostare il pane tagliato a fette non molto sottili (si può tostare in una padella).
Frullare più della metà delle lenticchie con la loro acqua e riservare il restante per aggiustare la densità finale.
Una volta aperte le cozze, (ne conserviamo 2 o 3 per abbellire il piatto) puliamole e nella stessa acqua di cottura aggiungiamo le lenticchie, le cozze e a fuoco medio aggiustiamo la consistenza. Fino a questo punto non ho usato olio. Serviamo in piccole ciotole guarnendole con il pane tostato.
Tocco finale: un abbondante giro di olio extravergine Olivastra di Intini che conferirà a tutto sentori di erba tagliata, mandorla, carciofi e un piacevolissimo amaro e piccante che esalteranno sia le lenticchie che le cozze.

Pietro Intini complimenti per i suoi oli, questo è “l’Italian Style” che ci piace!
Provare per credere.

di Piero Palanti
pubblicato il 11 settembre 2015 in Racconti > A regola d'arte

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