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Tra il dire e il fare, un mare d'olio d'oliva... svenduto

C'è un nuovo sceriffo in città... l'amministratore delegato di Deoleo, Pierluigi Tosato, si propone come paladino dell'olivicoltura italiana. Ma il prezzo dell'extra vergine di oliva nazionale crolla. Qualcosa non torna...

L'olio extra vergine di oliva italiano ha toccato un nuovo minimo questa settimana, con offerte anche a poco più di 4 euro e un prezzo medio di 4,2-4,3 euro/kg.

I grandi gruppi sono sostanzialmente assenti dal mercato, con acquisti che procedono col contagocce.

Olivicoltori e frantoiani sono ormai a un passo dal panico, anche perchè si moltiplicano speculazioni al ribasso, con olive lasciate appositamente sui piazzali per giorni per evidenziarne l'estrema abbondanza, mentre i grandi impianti oleari lavorano alla metà del loro potenziale.

Chi avrebbe la possibilità di dare una sterzata a questa stagnazione sono i grandi imbottigliatori e le grandi industrie che stanno invece alla finestra. Aspettano che le quotazioni arrivino al punto più basso, stressando al massimo la filiera produttiva, nel gioco delle parti che ha caratterizzato il settore oleario da decenni.

Niente di nuovo sotto il sole, se non per il fatto che proprio qualche industriale vorrebbe ergersi a paladino degli olivicoltori e dell'olivicoltura italiana.

Costui è niente di meno che l'amministratore delegato di Deoleo, Pierluigi Tosato.

“Abbiamo investito oltre venti milioni di euro sulle materie prime migliori – ha detto Tosato (Corriere Economia del 16 ottobre 2017) – ci siamo dati limiti restrittivi e paghiamo l'olio più della media di mercato.”

Non solo, Pierluigi Tosato afferma che è in contatto con Coldiretti e con il governo “per studiare uno stimolo alla produzione. E' un settore strategico, di interesse nazionale.”

Quando sono uscite queste dichiarazioni la quotazione dell'olio italiano era di 5,4 euro/kg, oggi è un euro più bassa.

Quindi, per sostenere un settore strategico e di interesse nazionale, si lascia che il prezzo crolli del 20% in un mese? E' esattamente quello che ha fatto un gruppo che possiede il marchio Bertolli, “un polmone da 100 milioni di litri” che riprodurrà la piazza di Lucca in etichetta: “un omaggio al fondatore Francesco Bertolli. E' un ritorno all'origine italiana.”

Deoleo è praticamente assente dal mercato pugliese: non compra, non sostiene il prezzo, quindi non sostiene l'olivicoltura nazionale ma, legittimamente, i propri interessi.

L'ipocrisia è sempre particolarmente sgradevole e urticante, ma ferisce ancor di più da parte di una persona che manifesta un nazionalismo evidentemente solo di facciata: “non sono qui per caso ma perchè qui si crede che gli italiani gestiscano meglio i prodotti italiani.” ha dichiarato Tosato.

Se Pierluigi Tosato avesse voluto, avrebbe potuto far seguire azioni concrete e tangibili, fatti, alle belle parole rese al Corriere Economia.

Ma tra il dire è il fare c'è di mezzo un mare d'olio... svenduto.

Pierluigi Tosato è stato chiamato su quella poltrona a fare gli interessi di Deoleo, o ancor meglio degli azionisti del fondo inglese Cvc Partners.

Se per ottenere i risultati prefissati, “pareggio di bilancio nel 2018”, dovrà calpestare olivicoltori e frantoiani italiani lo farà senza remore.

Niente di personale, per carità, solo affari.

Grazie per avercelo confermato.

di Alberto Grimelli
pubblicato il 24 novembre 2017 in Pensieri e Parole > Editoriali

[1] COMMENTI

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Donadini Francesco

11:31 | 25 novembre 2017

gentiile Direttore, non conosco Pierluigi Tosato e condivido quanto Lei scrive, chiedo, dato che "gli imbottigliatori" fanno il loro mestiere di piegare ai loro profitti qualsiasi frantoiano, perchè i frantoiani non si danno da fare a cambiare modo e tipo di distribuzione del loro prodotto di qualità? L'olio Evo Italiano DEVE trovare una strategia di distribuzione diversa! Esempio: Massobrio fa il Golosario, nel Golosario sono citate 4500 botteghe del gusto! Ma cosa aspettano a valorizzare questo canale distributivo? Unico capace di dare valore davvero al loro prodotto! Basta solo volerlo fare! Certo bisogna fare squadra, organizzarsi, ma questo è il futuro! Per chi vuole smettere di dipendere dai soliti giochini degli "imbottigliatori"!

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