Anno 16 | 14 Novembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

No a riduzioni del rame per la viticoltura biologica

L'Europa rischia di danneggiare la viticoltura biologica italiana, mettendo limiti troppo stringenti all'utilizzo del rame come presidio fitosanitario. Allarme della Fivi anche per l'attuale regolamentazione del sistema di voto e di rappresentanza nei consorzi di tutela delle denominazioni di origine

La proposta europea di riduzione dei limiti di utilizzo del rame rischia di essere fortemente penalizzante per la viticoltura biologica italiana. E' quanto sottolineato dalla delegazione della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi), guidata dalla presidente Matilde Poggi e dal vice presidente Walter Massa, ricevuta nei giorni scorsi dal Ministro dell'Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio.

Gli esponenti della Fivi hanno anche espresso preoccupazioni per l'attuale regolamentazione del sistema di voto e di rappresentanza nei consorzi di tutela delle denominazioni di origine, all'interno dei quali si verificano situazioni di concentrazione del potere decisionale che possono penalizzare la partecipazione più ampia da parte degli attori delle filiere vitivinicole e segnatamente dei viticoltori.

Inoltre, la Fivi ha sottoposto al ministro le proprie perplessità riguardo alle situazioni di cumulo di cariche che possono oggi verificarsi tra lo svolgimento del ruolo di amministratore di un consorzio di tutela e il medesimo ruolo ricoperto negli organismi di controllo deputati a svolgere l'attività nei confronti e a tutela delle denominazioni di origine.

''Le nostre istanze - ha detto Matilde Poggi al termine dell'incontro - non sono richieste a beneficio dei Vignaioli Indipendenti bensì oggettivi miglioramenti per tutta la filiera vitivinicola di qualità in Italia- Il proposito di Fivi - ha precisato infine Poggi - da ora innanzi è quello di mettersi a disposizione del Ministero per collaborare sull'implementazione delle proposte e vigilare sull'effettiva traduzione in atti concreti della volontà, emersa in modo comune e convergente, di rafforzare la competitività del comparto vino e l'affidabilità delle strutture organizzative che lo guidano e lo controllano"

di C. S.
pubblicato il 06 novembre 2018 in Pensieri e Parole > Associazioni di idee

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