Italia 11/02/2019

E' braccio di ferro agricoltura-industria sul prezzo del latte sardo

E' braccio di ferro agricoltura-industria sul prezzo del latte sardo

Dopo la protesta degli allevatori sardi, che hanno versato migliaia di litri di latte a terra e in strada, ora Assolatte, rappresentanza dell'industria casearia, si difende: "produzione aumentata ma export di Pecorino Romano Dop crollato"


Sta prendendo toni sempre più accesi la protesta degli allevatori sardi contro l'offerta di ritiro del latte a 60 centesimi al litro.

Blocchi e sversamenti in tutta la Sardegna. Nel nord Sardegna in decine si sono radunati alla rotatoria della "Strada dei 2 mari", all'incrocio fra la strada provinciale 42 (che unisce Porto Torres e Alghero) e la strada statale 291 (che collega Sassari e Alghero), a una manciata di chilometri dall'aeroporto di Fertilia. Qui porteranno avanti la protesta contro il prezzo del latte con il blocco di uno dei punti nevralgici nella circolazione del nord ovest Sardegna. Manifestazioni di protesta anche a Marrubiu, nell'Oristanese, e a Capoterra, in provincia di Cagliari, dove una quarantina di allevatori sta presidiando la statale 195 in attesa di rovesciare sulla strada il latte contenuto nei bidoni. E' già successo a Tratalias, lungo la provinciale 77: in azione qui una ventina di pastori. A Villacidro, invece, circa 200 manifestanti si sono radunati in piazza Lavatoio sversando sull'asfalto centinaia di litri di latte. Manifestazioni analoghe a Ballao, dove è stato rallentato il traffico, e a Suelli. Blocchi stradali si registrano anche sulla statale 131 a Nuoro, al chilometro 42, a Bonorva, sulla statale 129 a Bolotana e sulla provinciale 729.

Nel frattempo Assolatte, rappresentanza degli industriali lattiero-caseari, risponde. ''La situazione - sottolinea in una nota l'associazione italiana lattiero casearia - è davvero preoccupante: momenti difficilissimi, dovuti ad una serie di cause concomitanti. Durante la campagna 2017/2018, la produzione di latte di pecora ha avuto un notevole incremento (10-15%). Lo stesso ha fatto quella di Pecorino Romano, principale destinazione del latte sardo, aumentata del 24%. Mentre i consumi interni diminuiscono, anche le esportazioni, motore del settore, sono andate a picco (-33%), soprattutto quelle verso il mercato nord americano, dove il calo dell'export ha raggiunto il 44%''. "Una polveriera, la cui miccia ha bruciato per settimane, senza che nessuno muovesse un dito'' lamenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte nel chiedere che anche la politica faccia la sua parte. "Il settore è in crisi'' ribadisce Ambrosi che chiede di ''ritirare una parte di prodotto dal mercato, è fondamentale trovare risorse per gli allevatori in crisi e dare alle imprese più strumenti''.

I pastori sardi intanto hanno lanciato un ultimatum alle istituzioni: se non si troverà subito una soluzione sul prezzo del latte bloccheranno i seggi in tutta l'isola per le elezioni regionali del 24 febbraio.

Per ascoltare le ragioni della protesta e trovare una soluzione, in Sardegna hanno annunciato il loro arrivo il premier Conte e i ministri Lezzi e Centinaio.

di C. S.