Ambiente 06/05/2013

Il lago Maggiore e quello di Garda hanno raggiunto livelli da massimo storico


Con l’ultima ondata di maltempo il lago Maggiore e quello di Garda hanno raggiunto livelli da massimo storico del periodo per effetto delle insistenti precipitazioni che hanno segnato una primavera pazza che ha impedito le semine e fatto crollare di almeno il 10 per cento le previsioni dei raccolti nelle campagne delle principali coltivazioni. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della pioggia intensa e dei nubifragi. Nelle campagne è allarme per la caduta della grandine che ha già colpito duramente le coltivazioni del nord in Emilia, Lombardia e Veneto ed è - afferma la Coldiretti - la piu' temuta in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni di frutta e verdura nei campi. Nelle zone interessate dal maltempo sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta e sono state stese a protezione le reti antigrandine che tuttavia non sono ancora sufficientemente diffuse e - precisa la Coldiretti - non impediscono il verificarsi di danni alle strutture e alle colture agricole. L’inizio della primavera 2013 - sottolinea la Coldiretti - è stato contraddistinto da piovosita' eccezionalmente abbondante che ha fatto sì che le semine di bietola, patata, foraggere, mais, sorghi, pomodoro ed altre orticole siano in forte ritardo e questo influirà notevolmente sulle produzioni al momento del raccolto. Unico dato positivo il fatto che - conclude la Coldiretti - la situazione di piogge prolungate ha consentito di ricaricare le falde ed i bacini e dovrebbe quindi essere scongiurato il rischio della siccità estiva nei mesi di luglio ed agosto quando si concentra la domanda di acqua per la crescita delle colture. ​ Della situazione di emergenza con cui sono costretti a vivere in particolare i cittadini dell’Emilia Romagna colpiti in sequenza dal terremoto, dalle frane e da nubifragi si parlerà alla convention della Coldiretti che si svolgerà martedì 7 maggio alle ore 14,30, al teatro Ariosto di Reggio Emilia. Cambiamenti climatici, stabilità del territorio e preoccupazione degli abitanti sono al centro della ricerca svolta dal Censis per l’occasione. Interverranno tra gli altri il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni, il docente di costruzioni idrauliche dell’Università di Bologna, Armando Brath e il docente di scienze agrarie dell’Università di Bologna, Davide Viaggi.

di C. S.