La voce dei lettori 29/06/2013

Assitol: nessun commento o giudizio sul caso Valpesana in attesa degli esiti processuali

Assitol: nessun commento o giudizio sul caso Valpesana in attesa degli esiti processuali

Claudio Ranzani conferma comunque “di essere convinto che qualunque scandalo concernente l’olio extravergine danneggi tutto il settore”


Egregio Dott. Grimelli,

in questi giorni sono stato lontano da Roma ed ho perciò visto con ritardo che una mia affermazione riportata nell’ultimo numero del giornale, frutto dell’accostamento di due concetti espressi in momenti diversi, ha potuto trarre in inganno sul mio pensiero chi non mi conosce.

Confermo di essere convinto che qualunque scandalo concernente l’olio extravergine danneggi tutto il settore, sia per la sensibilità del consumatore a questo tipo di notizie che per le facili strumentalizzazioni dei concorrenti all’estero, e ciò indipendentemente dalla sua fondatezza o meno e dalle sue dimensioni, spesso ingigantite nella comunicazione; questa affermazione non voleva naturalmente costituire un giudizio sul caso Valpesana, di cui come tutti conosco solo quanto hanno pubblicato i giornali e del quale non posso che attendere le conclusioni che verranno tratte nelle sedi opportune.

L’esperienza del passato ci dice che alcuni scandali sono stati confermati in giudizio, ma molti no, che tutti ne siamo comunque danneggiati, produzione agricola, commercio ed industria, e che è ingenuo pensare che qualcuno ne possa trarre vantaggio.

Per rispondere poi al “fuori i nomi” risuonato nel corso dell’incontro ho affermato che danni ancora maggiori deriverebbero dall’allargare uno scandalo coinvolgendovi i clienti di un’azienda indagata, perché è ovvio che qualunque fornitore ha diversi prodotti da offrire e cerchi di avere quanti più clienti possibile, compreso qualche leader di mercato, ma ciò è normale, perché risponde all’obiettivo di allargare il giro d’affari e perché, fin da molti anni fa, si era compreso il valore commerciale dell’essere “fornitore della Casa Reale”.

Il fatto che il fornitore venga posto sotto inchiesta, fondata o meno che sia, nulla ci dice sul comportamento dei clienti, che ovviamente avranno controllato ciò che hanno acquistato. Ciò era dato per scontato quando c’erano i re, ma dovrebbe esserlo anche oggi per ogni cittadino comune.

Nella mia testa i due concetti erano mossi solo dal desiderio di abbassare i toni delle polemiche e di aprire un confronto per valorizzare ciò che unisce tutte le componenti della filiera e migliorare una situazione che non mi sentirei di definire ottimale.

Il loro accostamento sembrerebbe al contrario indicare un mio giudizio di merito su un caso specifico, che non era voluto e che sarebbe stato inopportuno, e me ne dispiace.

Cordiali saluti.

Claudio Ranzani

Direttore Assitol


A beneficio dei lettori di seguito il link all'articolo oggetto della precisazione: Prove di disgelo tra il mondo olivicolo e quello oleario. Ma fino a quando?

di T N

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Commenti 5

GIANLUCA RICCHI
GIANLUCA RICCHI
29 giugno 2013 ore 14:25

Non avevo dubbi Dott.Grimelli che ero io ad aver mal interpretato..

Buon fine settimana anche a lei è complimenti davvero per le sue dichiarazioni.

Alberto Grimelli
Alberto Grimelli
29 giugno 2013 ore 12:34

Gentile Sig. Ricchi,
non posso non rimanere stupito del suo personale accanimento sulla vicenda, così come della sua strenua difesa d'ufficio dell'azienda olearia Valpesana, e certo non ho la pretesa di cambiare i suoi radicati convincimenti.
Nella precisazione, qui pubblicata, del Dott. Ranzani chiaramente si legge: “una mia affermazione riportata nell’ultimo numero del giornale, frutto dell’accostamento di due concetti espressi in momenti diversi, ha potuto trarre in inganno sul mio pensiero chi non mi conosce.”
L'accostamento tra la parola “farabutto” e la Valpesana e/o il suo titolare è quindi frutto di una sua personale interpretazione. Lei, riportando le parole del Dott. Ranzani, è stato “tratto in inganno”. Ostinarsi nel sostenere la sua personale chiave di lettura delle parole del Dott. Ranzani mi pare un esercizio polemico sterile e improduttivo ora che il direttore Assitol ha avuto modo e spazio per chiarire in maniera inequivocabile in suo pensiero.
Il Dott. Ranzani, comunque, non ha smentito, né chiesto rettifica, di nessuna delle espressioni e/o parole da me riportate nell'articolo, ma ha tenuto a precisare il senso di quelle due frasi con toni certamente diplomatici e confacenti a una lettera scritta che, come ben sa, possono differire anche sostanzialmente rispetto ai toni colloquiali di un intervento a un convegno.
Buon fine settimana
Alberto Grimelli

GIANLUCA RICCHI
GIANLUCA RICCHI
29 giugno 2013 ore 12:00

“Sì, casi come quello della Valpesana danneggiano tutto il comparto oleario – ha ricordato Ranzani – e inoltre, si sa, i peggiori farabutti cercano di fornire i leader di mercato. Il mondo dell'olio non può far eccezione.”

Farabutto è un appellativo che sta a significare un individuo di poco conto, spregevole e fannullone, cialtrone, mascalzone, letteralmente "ladro di frodo", persona sleale e senza scrupoli e nel singolare canaglia, mascalzone, filibustiere.

Quanto riportato non lascia adito a dubbi o fraintendimenti, non si possono tali affermazioni prestare comunque a più chiavi di lettura. Credo che il Dott.Ranzani sia consapevole di questo e per tale motivo sia intervenuto.

Sicuramente come dice lei Dott.Grimelli il Dott.Ranzani ha confermato le sue dichiarazioni, questa volta però si è guardato bene da usare parole offensive verso una impresa ed il suo titolare che meritano da parte di tutto il mondo oleario un grande rispetto.




Alberto Grimelli
Alberto Grimelli
29 giugno 2013 ore 10:12

Gentile Sig. Ricchi,
il Dott. Ranzani non ha smentito le parole riportate nell'articolo, anzi le ha confermate, affermando chiaramente che si trattava di concetti da lui espressi nel corso dell'incontro sul monitoraggio Assitol.
Potendo le affermazioni prestarsi comunque a più chiavi di lettura, il Dott. Ranzani ha tenuto a precisare il suo pensiero in modo che quanto riportato non lasciasse adito a dubbi o a fraintendimenti. Teatro Naturale gli ha naturalmente offerto tale possibilità.
Buona lettura
Alberto Grimelli

GIANLUCA RICCHI
GIANLUCA RICCHI
29 giugno 2013 ore 09:42

Caro Grimelli, sinceramente mi aspetto che almeno lei riuscirà a spiegarci quelle infamie gratuite nei confronti della Valpesana e del suo proprietario di chi sono figlie.

E' vero che siamo in un paese in cui resta difficile assumersi le responsabilità di ciò che si dice o addirittura si scrive, ma nel suo articolo della settimana scorsa non c'è davvero spazio a fraintendimenti.

Attendo fiducioso un suo commento.