Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di C. S.
Il presidente regionale dell’Anci Fernanda Cecchini ha incontrato il direttore generale della Cia dell’ Umbria Catia Mariani per affrontare la delicata questione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tarsu), che alcuni Comuni umbri continuano ad applicare assimilando l’ attività agrituristica a quella alberghiera.
Catia Mariani, che era accompagnata da Enzo De Fabrizio segretario regionale di Turismo Verde, ha esposto nel dettaglio la problematica ricordando che l’ agriturismo è, a tutti gli effetti di legge, attività strettamente connessa a quella agricola. Il direttore della Cia umbra ha anche sottolineato come la Corte di Cassazione, con un proprio pronunciamento (n. 2541 del 1990), abbia affermato in maniera inequivocabile che l’ attività agrituristica non determina l’ esercizio di attività alberghiera.
“In Umbria -afferma il direttore generale Catia Mariani- c’è una applicazione disomogenea della Tarsu che talvolta penalizza eccessivamente l’agriturismo al quale vengono applicati gli stessi parametri utilizzati per le attività alberghiere”.
La presidente Anci Fernanda Cecchini, nel ritenere legittima la presa di posizione della Cia in difesa dei propri associati, si è impegnata a sollecitare adeguatamente le Amministrazioni comunali della regione affinché, nello svolgimento della funzione impositiva, abbiano nella giusta considerazione gli interessi degli agricoltori peraltro alle prese, in questo periodo, con una preoccupante situazione di crisi.
“E’ necessario trarre un giusto equilibrio fra le varie imposizioni fiscali alle quali è soggetto l’agriturismo da una parte e l’albergo dall’altra, argomento questo che sarà uno dei punti all’ordine del giorno della riunione del prossimo Direttivo di Anci Umbria”.
Fonte: Cia
di C. S.
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