Anno 10 | n. 5 | 10 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Valentina Niccolai
L'Orcia in primo piano, con la soddisfazione della presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donella Vannetti, che dal 5 dicembre fino al 6 è impegnata nella quarta edizione di "Divin Orcia 2008" a San Quirico d’Orcia, cuore della Val d’Orcia senese. L’evento si svolge in contemporanea con la Festa dell’Olio di San Quirico d’Orcia, nella splendida sede di Palazzo Chigi.
Prima di presentare il territorio con i suoi vini e le produzioni gastronomiche, intervistiamo la presidente del Consorzio del Vino Orcia Donella Vannetti.
L'INCONTRO CON DONELLA VANNETTI
Presidente, lei è ora al suo terzo mandato. Che bilancio può fare di questi anni?
Le dico semplicemnte che sono orgogliosa di rappresentare il Consorzio del Vino Orcia, che pur essendo tra i più piccoli in Toscana, sia per la consistenza delle superfici vitate, sia come numero di produttori, dimostra una grande vitalità, sicuramente al di sopra delle nostre possibilità economiche. Ciò è possibile grazie anche alla collaborazione e sostegno di persone, associazioni e istituzioni che credendo nelle grandi potenzialità di questa Doc, si impegnano a rendere possibile la realizzazione di varie iniziative.
Posso dire che tra i nostri consorziati ci sono aziende che hanno fatto la storia del vino continuando ad investire in ricerca e tecnologia, con lo scopo di fare della Doc Orcia un vino di grande qualità. Il tutto coniugando tradizione e innovazione, a una buona conoscenza delle grandi possibilità di questo territorio unico al mondo.
In queste ore c'è un grande evento, il "Divin Orcia 2008". Quali sono le annate in degustazione?
Principalmente saranno in degustazione le annate Orcia Rosso Doc 2005 e 2006. In anteprima anche il 2007 , appena imbottigliato: secondo il disciplinare un vino da immettere sul mercato giovane. Ho scelto San Quirico d’Orcia per ritornare alla culla dell’Orcia. Siamo nel cuore della Val d’Orcia senese forse la campagna più bella al mondo. Nel 2004, l’Unesco l’ha inserita nel patrimonio dell’umanità, primo territorio rurale ad essere premiato con questo riconoscimento.
Proprio grazie alla tenacia di alcuni produttori di San Quirico d’Orcia nacque la Doc Orcia, il 14 febbraio 2000 e insieme il Consorzio del Vino Orcia.
Quali novità per un Consorzio in progressiva crescita?
La Denominazione effettivamente sta crescendo molto sul piano della qualità: il mercato e le guide di settore ci premiano. Sono diverse le realtà che si stanno interessando a questa Denominazione. Ad esempio un importante impulso potrà venire da cantine attigue al territorio per le quali è stata concessa una deroga sulla zona di vinificazione. Nuove cantine credono in questa Doc e intendono posizionarsi su un livello qualitativo medio alto paragonabile alle Doc più blasonate del territorio senese che faranno da riferimento per i piccoli produttori di uve Orcia non vinificatori.
Altre strategie che il Consorzio sta portando avanti?
Mi pongo l’obiettivo di crescere, aumentare le aziende socie, le quantità di prodotto, la qualita, e avere sempre maggiore visibilità, per questo occorre fare una buona comunicazione ed essere presenti agli appuntamenti più prestigiosi, presentarsi ai nuovi mercati…
Lo sviluppo del Consorzio si concretizza con l’impegno di tutti produttori a lavorare bene, a immettere al consumo un Orcia di qualità, ma anche grazie all’intensa collaborazione con le Istituzioni: tutti negli anni ci hanno supportato nell’organizzazione eventi, nelle agevolazioni economiche, fiscali e legislative. La credibilità che il Consorzio ha stabilito negli anni verso le istituzioni, le associazioni di categoria è molto solida. Nella mia presidenza ho cercato di promuovere la conoscenza del vino Orcia per questo ho investito in comunicazione: impegnando la maggior parte del budget in una agenzia di pr che ci segue in tutti gli eventi: Vinitaly, Divin Orcia, educational giornalisti.
Quali sono i legami instaurati con il territorio della Doc?
Quando progettai il Divin Orcia volli proprio creare un evento itinerante attraverso tutti i tredici comuni della Doc percorrendone metaforicamente anche le specialità gastronomiche.
Tra le novità di questo anno una rinnovata sinergia con la Strada del Vino Orcia: insieme abbiamo riprogettato la brochure, abbiamo organizzato un delizioso Calici di Stelle e volentieri ospitiamo la Strada all’interno del nostro Divin Orcia. Non credo che una Denominazione sia scindibile dal proprio territorio.
Si prevedono modifiche al disciplinare?
Di base il Consorzio di “tutela” punta alla valorizzazione di vitigni autoctoni quali “Sangiovese”,"Foglia Tonda”, “Colorino”, “Canaiolo” e altri vitigni internazionali riconosciuti dalla Regione Toscana. La produzione dei vini Orcia dovrà sempre più seguire una doppia filosofia: quella di aumentare l’invecchiamento per i vini creando una Riserva. Inoltre, stiamo pensando di aumentare la percentuale di sangiovese. Vorrei sottolineare che nell’Orcia, alcuni produttori, senza obbligo del disciplinare, hanno autonomamente deciso di affrontare la sfida di un vino Orcia sangiovese in purezza. Scelta libera ma la sfida ci premia sia in Italia che all’estero.
Quali i punti di forza di questa giovane denominazione senese?
La possibilità di proporre a prezzi interessanti per le cantine un’ Orcia ben fatto è ancora alta, e sono ampi gli spazi di mercato da occupare, soprattutto nella fascia medio alta. Certo andrà aumentato negli anni la produzione in numero di bottiglie e le aziende non possono prescindere da investimenti in marketing e comunicazione. Per molte cantine il Vino poi è uno di quei prodotti che richiede grande cura, professionalità, senza dimenticare la grande passione, tutti elementi fondamentali per dare un carattere a questo prodotto. Solo così è possibile fare di ogni annata un vino eccellente, che si faccia riconoscere e apprezzare: ecco come lavorano le nostre aziende.
Amici della Doc Orcia: Vi aspettiamo a San Quirico d’Orcia per un saluto e per degustare insieme interessanti novità.
IL PROFILO DEL TERRITORIO
Terra votata alla qualità
E’ considerata la campagna più bella del mondo. Nel 2004, l’Unesco l’ha inserita nel patrimonio dell’umanità, primo territorio rurale ad essere premiato con questo riconoscimento. Dolci colline con file di cipressi, castelli, abbazie, poderi e borghi medievali. I campi di cereali dominano il paesaggio alternandosi i con pascoli, piante di ulivo secolari e vigne.
In tutta la Val d’Orcia la coltivazione della vite è di tradizione ultramillenaria. Studi hanno dimostrato che furono gli Etruschi ad importare la vite dall’oriente in Toscana.
Il popolo etrusco, fondato non già sulla schiavitù ma sulla spartizione dei terreni e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli, lascia traccia di sé nel profondo legame tra l’uomo e la terra percorsa dal fiume Orcia.
La Doc orcia
La Doc Orcia nasce il 14 febbraio 2000 grazie alla tenacia di alcuni produttori che fondano anche il Consorzio del Vino Orcia con lo scopo di tutelare e promuovere l’immagine del vino e del suo territorio. Protagonista indiscusso dei Vini Orcia é il Sangiovese. Questo nobile vitigno è il fil rouge che lega la nostra storia enologica.
Il Consorzio svolge anche un’intensa attività culturale che culmina ogni anno, a settembre, nel “Divin Orcia”, convegno sul vino Orcia e il suo territorio.
La zona di produzione della Doc Orcia si trova tra quella del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, uno dei territori italiani più importanti per la produzione dei grandi vini.
13 sono i comuni compresi nella Doc Orcia: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, , Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei comuni di Abbadia San Salvatore , Chianciano terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena .
I Vini Orcia
Orcia Rosso. Sangiovese (minimo 60% ) più altri vitigni autorizzati dalla Regione Toscana ma non aromatici. Entra sul mercato il I° marzo dell’anno successivo alla vendemmia.
Vino strutturato, dal colore rubino scuro. Aroma fine, complesso che richiama frutti rossi. Gusto intenso, armonico e persistente. Ben abbinato a piatti di carne nobile e formaggi stagionati. E’ esaltato dai tartufi bianchi di cui è ricco il territorio. Servire a 16°-18°C.
Orcia bianco. Trebbiano toscano (minimo 50%) più altri vitigni autorizzati dalla Regione Toscana ma non aromatici. Entra sul mercato il I° marzo dell’anno successivo alla vendemmia.
Vino dal colore giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli. Aroma fine e fruttato. Gusto asciutto, armonico.
Vino ottimo con antipasti e da assaggiare anche con pietanze di carne bianca. Servire a 12°-14°.
Orcia Vin Santo. Trebbiano toscano (minimo 50%) più altri vitigni autorizzati dalla Regione Toscana ma non aromatici. Le uve scelte accuratamente sono sottoposte ad appassimento naturale ed ammostate tra il 1° dicembre dell’anno di raccolta e il 31° marzo dell’anno successivo. Invecchiamento obbligatorio per almeno tre anni nei tradizionali caratelli.
Vino complesso dal colore dorato tendente all’ambrato. Aroma intenso, etereo, persistente. Al palato caldo, armonico, pieno.
Vino dal carattere “sacrale”, vino dell’ospitalità toscana, da sempre prodotto dai contadini della Val d’Orcia che lo conservavano gelosamente per le feste. Il Vin santo Orcia si sposa amabilmente con i dolci senesi di origine medievale: le copate, i cavallucci, il panforte speziato del tipo antico. Servire a 14°.
La Doc in numeri
Nel 2006 si registrano 5500 quintali di uve prodotte di cui 3200 degli associati al Consorzio. La produzione potenziale e ancora non totalmente espressa della Doc è di n° 500.000 bottiglie derivanti, da n° 200 ha iscritti alla tipologia Orcia Rosso, da n°16 ha Orcia Bianco e n° 1 ha Orcia Vinsanto.
Gli associati vantano una produzione nel 2006 di n° 150.000 bottiglie, in incremento.
Vino Orcia e cinema d’Autore
La luce, i vigneti, i luoghi d’arte della Val d’Orcia sono protagonisti di grandi pellicole.
E’ il Vin Santo della Val d’Orcia che nel film “Il paziente inglese” riscalda il cuore del protagonista nell’abbazia di Sant’Anna in Camprena.
Tra San Quirico e Pienza ci sono i campi di grano dove Ridley Scott immagina il paradiso del suo eroe Maximus “ The Gladiator”. La vasca di Bagno Vignoni, unico centro termale medievale al mondo ancora conservato, è il luogo della scena più sofferta di “Nostalghia “ di Andrei Tarkovskij.
Meno arte e più business negli spot delle auto di lusso, soprattutto tedesche, che hanno il loro set pubblicitario sulle strade del vino Orcia.
Le città d’arte
Fu l’Arcivescovo Sigerico a scrivere il primo diario di viaggio percorrendo questa terra nel proprio tragitto verso la Roma del Papa: nel tempo, questo percorso diventerà la storica Via Francigena, protagonista di scambi commerciali e culturali tra i pellegrini e le comunità che si affacciavano sulla valle.
E’ difficile suggerire un itinerario capace di comprendere l’enorme ricchezza paesaggistica e artistica del territorio su cui insiste la Doc Orcia; ci imbattiamo infatti, in alcune delle più famose città d’arte della Toscana.
“Buonconvento e cattivi frati” questo detto popolare è riferito all’imperatore Arrigo VII che vi morì dopo essere stato avvelenato, pare, con l’ostia consacrata. Le sue mura, le strette stradine e gli orticelli sono ancora quelli della città medioevale. Da vedere il Museo della mezzadria e il Museo d’arte sacra.
Castiglion d’Orcia fu castello degli Aldobrandeschi e accanto Rocca d’Orca dominata dalla Rocca a Tentennano imponente fortilizio sull’ampio fondovalle dell’Orcia.
Pienza, la città disegnata da Bernardo Rossellino per il Papa umanista Pio II (1405-1464). Due ricchissimi musei e la Cattedrale
Radicofani, la signoria del gentiluomo senese Ghino di Tacco, ribelle ghibellino che si impossessò della rocca di cui restano i ruderi.
San Giovanni d’Asso cuore della zona di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi, nel castello medioevale che domina il paese c’è un museo dedicato al prezioso tubero.
San Quirico d’Orcia un vero salotto con la Collegiata intitola ai Santi Quirico e Giulitta, il Palazzo Chigi con le sue sale affrescate e gli Horti ,originale giardino all’italiana realizzato a metà del Cinquecento, dove d’estate vengono esposte sculture contemporanee.
Trequanda qui nascono alcune delle terrecotte da giardino più pregiate, vasi, conche, ziri, complementi d’arredo a cui è dedicato un museo nel piccolo borgo di Petroio.
Piatti e cibi del territorio per accompagnare i vini Orcia
Nelle testimonianze di anziani mezzadri e delle massaie della Val d’orcia, si riscopre quale ricchezza rappresentassero le ricette, i vini e i prodotti della terra: per questo motivo, ci piace guidare il visitatore attraverso la cultura materiale della gente d’Orcia in un percorso culinario unico nel suo genere.
Pinci o pici o lunghetti: spaghettoni fatti a mano uno per uno. Tradizionale il sugo con “la nana” cioè l’oca.
Zuppa di pane: a base di bietole, fagioli bianchi e cipolle rosse era la tipica minestra contadina di queste terre, varia da paese a paese.
Carne di vacche chianine: i “giganti bianchi” sono gli animali da carne più grandi del mondo e danno fra le carni più pregiate. La Fiorentina, regina della tavola toscana, è fatta con la carne di chinina originaria di questa zona.
Chiocciole: sono il piatto tradizionale di San Quirico d’Orcia
Olio extra vergine di oliva: oltre che buono è salutare. E’ una delle zone di produzione più pregiate del mondo e si fregia della DOP Terre di Siena.
Prosciutto: salato di Cinta senese ottenuto dagli stessi maiali visibili nell’affresco del Buon Governo del Lorenzetti (1337-9)
Pecorino: famosissimo quello stagionato di Pienza che qui viene chiamato “cacio”.
Tartufo bianco: meravigliosa rarità della terra di Siena, da degustare in autunno.
Zafferano: coltivato da secoli, è tornato a fiorire nel campi e sulla tavola.
Dolci di grande tradizione soprattutto natalizi: panforte, ricciarelli, cavallucci e copate. Da ricordare anche il Pan coi Santi tipico dell’autunno e le Schiacciate di Pasqua che a seconda dei paesi sono dolci o salate.
Sport e leasure
Trekking, bicicletta e cavallo per godere degli splendidi panorami. Nel territorio della Doc Orcia ci sono alcune fra le strade più belle d’Italia.
Il vino Orcia serve anche per diventare belli: nel suo territorio ci sono quattro centri termali dove viene anche proposta la vinoterapia.
Vino Orcia: dove acquistarlo
Vi aspettano tour in cantina, passeggiate nelle vigne e degustazioni di vino accompagnate da bruschette e gustosi salumi locali.
Ricordiamo che il territorio della Doc Orcia, è in alcune parti compreso nella zona di produzione Chianti DOCG e Chianti Colli Senesi DOCG. Per questo i produttori della doc Orcia sono in grado di fornire oltre ai Vini Orcia anche pregiati DOCG, e altri apprezzati IGT toscani e da tavola.
Molte cantine della Doc Orcia sono provviste di punto vendita. Comprare vino in loco, assaggiarlo fra le botti e conoscere i produttori è un’esperienza molto coinvolgente e accessibile; basta annunciare il proprio arrivo con una telefonata.
E’ possibile prolungare le visite grazie alle splendide strutture agrituristiche, in antichi edifici restaurati, aperti durante tutte le stagioni. Per chi volesse vivere l’emozione che si respira nelle cantine della Doc Orcia durante la vendemmia questi sono i luoghi ideali.
Visitando le piccole città d’arte della Doc Orcia, potrete degustarne i vini presso enoteche e ristoranti. Dopo tanta cultura è piacevole concedersi una sosta golosa con piatti di antica tradizione e grandi vini Orcia, in questo modo comprenderete questo territorio con la testa e con il cuore.
INFO
Consorzio del Vino Doc Orcia: Via Borgo Maestro, 90 -53023 Rocca d’Orcia- Castiglione d’Orcia (Siena) Tel: 0577 887471 – Fax: 0577 888454 info@consorziovinoorcia.it
di Valentina Niccolai
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