Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Società
il 09 Gennaio 2010 TN n. 1 Anno 8

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Rosarno, lo sfruttamento nel lavoro agricolo è una questione da risolvere

La Cia scende in campo contro ogni abuso. Occorre andare alla radice del problema: i lavoratori sfruttati dalla criminalità organizzata esistono. Gli incidenti vanno però fermamente condannati

di C. S.

La vicenda di Rosarno, al di là degli incidenti, che vanno condannati, deve far riflettere. Ora è, però, necessario stemperare gli animi e fare il possibile per riportare la calma. Bisogna, tuttavia, andare alla radice del problema che è quello del clima di intolleranza e dei lavoratori sfruttati soprattutto dalla criminalità organizzata anche per i lavori nei campi. Un fenomeno grave e vergognoso che va contrastato con grande fermezza. Un fenomeno che, purtroppo, conferma le nostre ripetute denunce sugli abusi che vengono perpetrati nei confronti degli immigrati. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, preoccupata per le tensioni che si sono venute a creare in Calabria, invita il governo ad aprire un Tavolo di confronto sul problema dell’immigrazione illegale in agricoltura che, proprio a causa di organizzazioni di criminali, è costretta a fronteggiare una vera emergenza che ormai si identifica nella “tratta” di esseri umani.

La Cia sottolinea che nel suo codice etico c’è un preciso articolo contro lo sfruttamento e il lavoro nero e ribadisce tutto il suo impegno affinché si contrastino con la dovuta efficacia fenomeni di questo genere. Serve una forte mobilitazione contro lo sfruttamento degli immigrati, contro il caporalato, contro ogni tipo di abuso. Un impegno affinché sul tema dell’immigrazione si cominci a discutere seriamente, cercando di trovare le soluzioni più idonee per ristabilire quella giustizia e quell’equità che oggi mancano, dando allo stesso tempo risposte certe e trasparenti alle esigenze delle aziende agricole che intendono utilizzare i lavoratori immigrati. Risposte che devono riguardare soprattutto i costi che oggi le imprese sono costrette a sopportare.

Comunque, per tentare di fare massima chiarezza nell’immigrazione è indispensabile per la Cia che si intervenga per modificare la legge Bossi-Fini che non ha finora rappresentato la risposta più efficace contro questi problemi. Non solo. Occorre che sul lavoro in agricoltura si porti avanti un discorso mirato a dare organicità a tutto il sistema.

La Cia sollecita, dunque, il governo ad un confronto costruttivo per individuare le iniziative da sviluppare per impedire il ripetersi di un deprecabile fenomeno, dichiarandosi pronta al dialogo e a fare le proposte opportune perché nel mercato del lavoro degli immigrati si creino le condizioni che rispondano alle esigenze specifiche del lavoro in agricoltura.


IL MINISTRO ZAIA

Anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia interviene sulla grave situazione che si è venuta a creare a Rosarno.
Lo fa esprimendo totale solidarietà al Ministro degli Interni Roberto Maroni che "sta gestendo con grande fermezza una situazione di enorme pericolosità sociale.”

“Ricordiamo che, senza la politica dei respingimenti, la situazione della clandestinità in Italia sarebbe stata molto più grave. Chiediamo conto, a quanti stanno in queste ore dileggiando il Ministro degli Interni, di una qualche proposta concreta che non sia quella di restituire al nostro Paese la sovranità territoriale, per cui è lo Stato a decidere chi entra e chi non, chi deve essere espulso e chi non. Diciamo basta alle ipocrisie che spesso hanno solo un tornaconto elettorale, dimenticando che la piaga della clandestinità colpisce soprattutto i ceti sociali più deboli.”

“La cittadinanza deve tornare ad essere un valore centrale – prosegue Zaia – riconosciuto da tutti. Lo sto ripetendo da molti giorni, anche all’interno della coalizione di centrodestra: ci sono confini legali che non devono essere superati, ed è intollerabile il clima di ipocrisia che si respira e che va a tutto svantaggio degli italiani, di qualunque fede politica o religiosa e di qualunque colore siano. La cittadinanza innanzitutto.”



CRITICA LA POSIZIONE DI ENZO LAVARRA DEL PD

"La condanna di qualsiasi atto violento deve essere ferma e decisa ed è
doveroso garantire la sicurezza di tutti i cittadini e la convivenza civile".
Lo ha affermato Enzo Lavarra, presidente del Forum Agricoltura del PD.

"In questo quadro, però, si deve comprendere e valutare, soprattutto da parte del governo e del ministro degli Interni, che in molte zone del Sud il
reclutamento della manodopera clandestina è gestito dalle organizzazioni
criminali e produce sfruttamento odioso e neo schiavismo.
Nelle campagne - prosegue Lavarra - il fenomeno agisce anche contro gli stessi agricoltori, sovente costretti a cedere i loro terreni alla mafia per le attività stagionali dove si impiega, in condizioni di disumane di vita e di lavoro, la manodopera immigrata".

"Occorre un patto di civiltà che preveda, per esempio l'allestimento di centri
di soccorso nelle masserie dismesse e l'applicazione della normativa europea
contro lo sfruttamento. Attendiamo quindi dal ministro Maroni atti concreti e
la fine di proclami demagogici e xenofobi".


di C. S.

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il 09 Gennaio 2010 TN n. 1 Anno 8

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