Anno 15 | 23 Giugno 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Nelle olive verdi un probiotico vegetale naturale, utile al nostro benessere

Mangiare qualche oliva verde a tavola può far molto bene alla salute vista la presenza di batteri probiotici, come il Lactobacillus pentosus. Garantiscono alta digeribilità di lattosio e zuccheri complessi ma difendono anche il nostro intestino da microrganismi patogeni

Le olive verdi fermentate fanno bene alla salute.

I nostri nonni lo sapevano bene visto che spesso comparivano sulla loro tavola ma ora c'è anche il conforto della scienza.

Uno studio dell'Università di Jaen ha infatti scoperto che sulle olive verdi fermentate sono presenti numerosi ceppi batterici, tra cui quelli probiotici, che sono molto utili al nostro corpo.

Lo studio è stato presentato a Expoliva 2017.

I ricercatori, guidati da Hikmate Abriouel, hanno rilevato sulle olive il batterio probiotico Lactobacillus pentosus, isolato su olive fermentate di Alorena.

E' importante sottolineare che si tratta di uno dei primi casi in cui i batteri probiotici sono rilevati sui vegetali, ritenendo che fossero esclusivo appannaggio del mondo animale e in particolare di latte e derivati.

Il Lactobacillus pentosus, ricoprendo come un biofilm l'oliva, si è rilevato molto resistente alla bile e all'acidità dello stomaco.

E' grazie a queste informazioni che i ricercatori pensano che questi batteri possano essere molto benefici per la nostra salute, garantendo alta digeribilità per il lattosio e gli zuccheri complessi ma anche difendendoci da possibili aggressioni di batteri patogeni.

Questa scoperta aumenta il potenziale salutistico delle olive da mensa, già naturalmente alto per l'alto contenuto di vitamine, acidi grassi monoinsaturi e sali minerali.

Il prossimo passo del gruppo di ricerca di microbiologia alimentare e ambientale dell'Università di Jaen sarà selezionare i migliori ceppi probiotici naturalmente presenti sulle olive.

di T N
pubblicato il 16 maggio 2017 in Tracce > Salute

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

Prepariamoci a un gran cambiamento per i consumi di olio extra vergine di oliva al ristorante

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva