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Il beta glucano dell'orzo protegge il nostro ippocampo

Pasta, pane, biscotti o altri preparati a base di orzo sarebbero in grado di rendere l'organismo più resistente allo stress, all'obesità e ai rischi correlati. Il beta glucano idrosolubile sarebbe infatti in grado di proteggere il DNA dai danni ossidativi

L'orzo è un cereale povero e spesso bistrattato. E' spesso utilizzato nei mix cinque cereali proprio in virtù del basso costo e delle buone proprietà nutritive.

Ora si scopre che fa anche bene al nostro cervello.

Lo dimostra uno studio condotto dall' Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. La ricerca, rende noto la stessa Scuola Sant'Anna, è stata condotta in collaborazione con l'Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, Jol White del Gruppo Telecom Italia e Granoro che ha sviluppato una linea di pasta con farina di orzo beta, ovvero la varietà contenente la più alta concentrazione di beta-glucano idrosolubile. E' infatti questa la molecola responsabile dei benefici dell'orzo sulla salute, un agente naturale che agisce sulle proteine su cui si poggia il nostro Dna favorendo l'espressione di geni protettivi.

Secondo lo studio condotto dal Sant'Anna di Pisa, mangiare alimenti ricchi di beta-glucano idrosolubile, come pasta, pane, biscotti o altri preparati a base di orzo, è in grado di rendere l'organismo più resistente allo stress, all'obesità e ai rischi correlati, che creano le basi per lo sviluppo di disturbi del comportamento e della memoria. Il 'segreto' del beta-glucano d'orzo è che agisce da difensore della funzione di una zona del cervello chiamata ippocampo, centro di elaborazione delle emozioni e sede della memoria, nonché primo interlocutore del cuore.

La ricerca ha preso a modello il comportamento sociale e biologico dei topi. "Abbiamo osservato le dinamiche che si creano tra diversi individui - spiega il Professor Vincenzo Lionetti, responsabile della ricerca - e siamo giunti alla conclusione che l'orzo non potrà risolvere le cause sociali dello stress della società di oggi, dalla disoccupazione o dal mobbing, ma può senz'altro aiutarci a non ammalarci".

di C. S.
pubblicato il 05 dicembre 2016 in Tracce > Salute

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