Anno 10 | n. 20 | 23 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
Morire, dobbiamo morire. Tutti. Non sappiamo quando. Ci spaventa di più il come, soprattutto.
Non ci chiediamo nemmeno il perché, in realtà, visto che è un fatto biologico inevitabile e scontato. Tanto è inutile perdersi in ragionamenti che non cambierebbero il corso e il senso delle cose. Però ciò che non si accetta non è tanto la morte in quanto tale, ma la morte prematura e immeritata. Quella del nutrizionista Oliviero Sculati ci rattrista moltissimo, perché appunto non meritava questa sorte. Ma accade questo e non c’è nessuna bestemmia che possa ripagarci per l’ingiusta morte di una persona che si è stimata.
Ho conosciuto e incontrato Sculati solo una volta, ma ho avuto una bella impressione di lui. Tra tanti soloni, tra tanti tromboni senza valore, lui lavorava con serietà e competenza. Lo si percepiva molto chiaramente.
In marzo uscirà tra l’altro, in allegato alla rivista dell’Unione nazionale dei consumatori, un libretto sull’olio di oliva di cui proprio insieme a Oliviero Sculati – oltre che con Anna Cane, responsabile qualità della Bertolli, e il professor Giovanni Lercker – sono coautore.
Sarebbe stata per me l’occasione per rivederlo e comunicare la mia stima. Non è più possibile ed è un grande rammarico.
Sculati si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano, specializzandosi dapprima in anestesia e rianimazione, quindi in scienza dell’alimentazione e dietologia presso l’Università di Pavia. E’ stato tra l’altro direttore dell’Unità di nutrizione dell’Ussl della Regione Lombardia e dell’Unità di nutrizione del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Brescia. E’ stato membro delle Commissioni della Regione Lombardia in materia di refezione scolastica e del Comitato sull’educazione sanitaria, consulente della Scuola lombarda di medicina generale e coordinatore nazionale del Progetto Nutrizione e prevenzione Adi-Simg.
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