Anno 16 | 24 Settembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Gli italiani non conoscono la Politica agricola comunitaria ma la approvano

Nell'indagine di Eurobarometro emergeno paradossi: il 54% degli italiani non sa cos'è la Pac ma considerano giusto un sostegno finanziario Ue agli agricoltori pari alle proporzioni di oggi. I connazionali si riscattano quando si parla di Dop/Igp, essendo più informati degli altri europei

I cittadini italiani sono poco consapevoli di quanto Bruxelles incida sulla vita del sistema agricolo nazionale e quindi, in definitiva, sulle scelte alimentari di tutti noi.

Poco nota è infatti la Politica agricola comune, che dal 1962 è la più importante politica economica e di gestione dei suoli dell'Ue.

Inoltre, i cittadini europei e italiani, soprattutto nelle aree urbane, sono generalmente inconsapevoli del più ampio ruolo rivestito dagli agricoltori non solo per l'economia, ma anche per l'ambiente, il paesaggio e la vitalità dei territori rurali.

Come emerge da un'indagine di Eurobarometro 2018 si arriva persino a dei paradossi, cioè che non si sappia cos'è ma la si approvi.

 Tra i cittadini europei, gli italiani sono quelli meno consapevoli dell'esistenza della Pac: la maggioranza degli intervistati, il 54%, non l'ha mai sentita nominare. La situazione è in miglioramento rispetto alle rilevazioni del 2013 e del 2015.

Per coloro che la conoscono, invece, la politica agricola comune è utile nei suoi obiettivi principali, vecchi e nuovi.

Gli italiani sono i più convinti (28%, primi dell'Ue) che la Pac dia un contributo alla sostenibilità e serva a dare prezzi alimentari accessibili ai consumatori (31%), a tutelare l'ambiente e lottare contro il cambiamento climatico (31%, a pari merito con gli olandesi) e anche a creare posti di lavoro nelle aree rurali, sostenere l'innovazione e il ricambio generazionale nel settore.

Tutti questi valori sono in aumento rispetto al precedente Eurobarometro del 2015.

Molto più esperti dei loro concittadini europei sulle etichette di qualità (Dop, Igp) ma meno del logo bio, gli italiani, infine, più della media Ue (48% contro 45%) considerano giusto un sostegno finanziario Ue agli agricoltori pari alle proporzioni di oggi (1% della spesa pubblica combinata Ue-paesi).

di T N
pubblicato il 14 settembre 2018 in Tracce > Mondo

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Caratteristiche chimiche e annata di raccolta sull'etichetta dell'olio d'oliva, più dubbi che certezze

Evviva, sono tornate le truffe olearie! Ecco cosa accadrà all'olio d'oliva italiano

Evitare di filtrare l'olio extra vergine di oliva si può, ma a precise condizioni

Gli olivi devono produrre a costi accettabili: analisi di quelli fissi e variabili

Il tappo antirabbocco per l'olio extra vergine d'oliva va vietato: è pericoloso!