Anno 16 | 18 Luglio 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Cacao sostenibile e di qualità: dalla Bolivia all'Italia

Una volta raccolto, il cacao viene trasportato attraverso le Ande, lungo una delle strade più pericolose della Bolivia, fino alla fabbrica de El Ceibo a El Alto. Poi raggiunge bistrot selezionati a Milano, Venezia e Roma

La Bolivia è un paese di paesaggi grandiosi e scenari profondamente diversi.

A nord di La Paz, la capitale, in una regione chiamata Alto Beni dove le Ande lasciano il passo alla foresta amazzonica, la FAO lavora con una comunità di indigena che coltiva una varietà di cacao conosciuta in tutto il mondo e rinomata per le sue qualità nutrizionali: il cacao "criollo".

Senza possibilità di accedere direttamente al mercato di La Paz, e per evitare costosi intermediari, i produttori locali si sono organizzati in piccole cooperative, che nel 1977 hanno dato vita ad un'organizzazione centrale chiamata El Ceibo. Oggi El Ceibo è una cooperativa di successo in Bolivia, e conta 48 organizzazioni membri, e 1300 produttori.

Il modello di business di El Ceibo è basato sui principi della cooperazione e dell'agroecologia, mentre buona parte degli introiti vengono reinvestiti a livello locale, a beneficio dei membri e delle comunità locali.

Dal 2015, la FAO sostiene El Ceibo fornendo sostegno tecnico, facilitando l'accesso a nuovi mercati e sponsorizzando accordi con il governo boliviano per proteggere gli interessi dei piccoli produttori di cacao.

Mario Choqe, membro della cooperativa, racconta: "produciamo soprattutto cacao. Tuttavia, mentre il cacao matura, coltiviamo anche altri prodotti per un consumo più immediato".

I produttori di El Ceibo coltivano appezzamenti di 3-4 ettari a cacao, mentre il resto è coltivato a riso, yucca, banani, agrumi, caffè e altri prodotti locali utilizzando tecniche proprie dell'agroecologia. Prodotti che poi vendono al mercato locale.

"Produciamo anche mais e farina" dice Mario, "e abbiamo frutta, con la quale facciamo marmellate da vendere al mercato. Diversifichiamo le nostre colture, perché quando la produzione di cacao cala, viviamo del cibo che produciamo e di quanto riusciamo a vendere".

Il cacao infatti è molto fragile. Shock climatici come siccità, inondazioni, forte umidità e infestazioni come il temutissimo fungo monilia stanno mettendo a dura prova la sua produzione, oltre a minacciare i mezzi di sostentamento delle comunità dell'Alto Beni.

Per fronteggiare queste sfide, El Ceibo investe parte dei propri profitti in un programma tecnico chiamato "Programma di Implementazione Agro-ecologica e Forestale" (PIAF); il quale è alla costante ricerca di soluzioni sostenibili e rispettose dell'ambiente.

"Il PIAF ci è di grande aiuto" racconta Mario "Ci danno formazione, e ci hanno mostrato come gestire un vivaio, come accudirlo e come gestire dal punto di vista fitosanitario. Applichiamo i loro insegnamenti e i risultati si vedono."

Una volta raccolto, il cacao viene trasportato attraverso le Ande, lungo una delle strade più pericolose della Bolivia, fino alla fabbrica de El Ceibo a El Alto. Qui viene trasformata in polvere, burro di cacao e cioccolato. Lo stabilimento rappresenta uno dei pochi esempi nei quali l'intera catena di produzione è controllata dalla stessa cooperativa.

Da qui, il cioccolato viene spedito anche in Italia dove, grazie ad un accordo tra FAO, Altromercato e Autogrill, raggiunge Bistrot selezionati a Milano, Venezia e Roma, tra gli altri.

Dopo una fase iniziale di sperimentazione, il progetto è ora ben affermato, e la cioccolata de El Ceibo si trova sugli scaffali di ben undici Bistrot Autogrill lungo le autostrade, negli aeroporti e nelle stazioni in tutto il paese.

Il lavoro della FAO con i piccoli produttori di cacao boliviani

In Bolivia la FAO e la sua Forest and Farm Facility* lavorano con El Ceibo per fornire sostegno finanziario e tecnico alla Confederazione Boliviana di Produttori e Raccoglitori di Cacao Ecologico (COPRACAO), un'organizzazione che raggruppa cinque federazioni dipartimentali e che rappresenta 5600 produttori e raccoglitori di cacao, il 40 per cento dei quali donne.

Attraverso la collaborazione con El Ceibo e COPRACAO, la FAO ha contribuito alla creazione dello status legale di tutte le associazioni boliviane del cacao, organizzando riunioni regionali e nazionali dove gli statuti e i regolamenti COPRACAO possono essere discussi con le associazioni di base.

La FAO collabora inoltre con il governo boliviano e con i rappresentanti dei produttori di cacao del paese per definire un Piano Nazionale per il Cacao, che punta a rafforzare il sistema di produzione tenendo presente le specificità locali.

In fine nel 2017, la FAO, assieme all'Università Roma Tre, ha contribuito a documentare le buone pratiche de El Ceibo in materia di organizzazione, sostenibilità economica e finanziaria, e il suo ruolo nella creazione del COPRACAO. Questa iniziativa si inserisce nel quadro delle attività FAO per la Collaborazione Sud-Sud, dove l'esperienza di El Ceibo, può essere condivisa con organizzazioni di produttori e decisori politici in tutto il mondo.

di C. S.
pubblicato il 09 maggio 2018 in Tracce > Mondo

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