Anno 15 | 11 Dicembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Quegli strani movimenti di mercato sull'olio di oliva

La campagna olearia è partita con molti interrogativi e con movimenti di prezzi assolutamente inspiegabili. La Spagna olivicola punta l'indice contro le industrie italiane e i produttori nazionali invocano l'intervento delle autorità

L'anomalia è talmente vistosa che, dopo qualche settimana di avvio della campagna olearia, tutti gli operatori si stanno mobilitando.

In Spagna, secondo i dati forniti da Cristóbal Gallego, presidente delle coop agroalimentari andaluse, la campagna è partita molto bene dal punto di vista commerciale con 112 mila tonnellate commercializzate, anche se il calo dei prezzi di circa 50 centesimi nelle ultime settimane, sta facendo irritare il mondo della produzione che ha cominciato a puntare il dito contro le industrie olearie italiane che, a loro dire, starebbero guardando altrove per approvvigionarsi d'olio. Dove? Verso nazioni con un più alto tasso di crescita produttive, come il Nord Africa, che possono garantire in prospettiva quantità importanti a prezzi più morigerati rispetto a quelli iberici.

Insomma la Spagna è preoccupata di far la stessa fine dell'Italia quando, vent'anni fa, gli industriali spostarono la loro attenzione dagli oliveti nazionali a quelli spagnoli, che mostravano maggiore dinamicità sul fronte produttivo e delle quotazioni offerte.

In Italia, la situazione è ugualmente critica, con una flessione delle quotazioni, in parte rientrata questa settimana, considerata molto anomala.

“L'annata scorsa è stata annata di scarica, dunque olio in circolazione non ce n'è – afferma presidente di Assoproli Bari, Francesco Guglielmi - Ciò nonostante le quotazioni dell'olio sono scese, nell'ultimo mese, del 20-25% nonostante il prezzo delle olive si sia attestato in una forbice tra 65 e 67 euro al quintale. E contemporaneamente le quotazioni del lampante leccese sono a 340 euro e l'olio calabrese a 460 euro. E poi ci sono le promozioni esagerate nella grande distribuzione organizzata, l'olio bio venduto sotto costo. Insomma - aggiunge il presidente - quest'anno il prezzo dell'olio è troppo basso. Qualcosa non va. Il prezzo dell'olio al consumo è troppo basso. Serve allora una forte azione di monitoraggio del settore per evitare speculazioni, frodi e cartelli di pochi che dettano legge. Gli organismi preposti si attivino, non c'è tempo da perdere.”

di C. S.
pubblicato il 07 dicembre 2017 in Tracce > Mondo

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