Anno 15 | 25 Luglio 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Restano meno di 600 mila tonnellate di olio di oliva

Vendite in crescita e giacenze ai minimi storici. Asaja Jaen comincia a temere che la coperta sia molto corta, mentre si guarda con speranza all'autunno anche se “lo stress idrico molto precoce avrà un impatto molto negativo”

Dopo le prime ipotesi di una campagna olearia media in Spagna, quindi intorno a 1,5 milioni di tonnellate, le prime proiezioni d'estate si attestano, abbastanza uniformemente, su 1,25 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto all'anno passato.

Si tratta di previsioni ottimistiche, come si lascia sfuggire Luis Carlos Valero, direttore di Asaja Jaen: “l'autunno sarà la chiave, anche se lo stress idrico a cui è stato sottoposto l'albero da una data molto precoce avrà un impatto molto negativo.”

Si spera insomma nell'autunno visto che le previsioni meteo per l'estate in Andalusia danno caldo e siccità, con puntate frequenti dell'anticiclone nordafricano.

Nel frattempo si guarda con preoccupazione alle scorte. Il Ministero dell'agricoltura iberico, attraverso l'Agenzia per l'informazione e il controllo agroalimentare, ha diffuso i dati delle giacenze al 30 giugno: 592.850 tonnellate rimangono nei frantoi e presso i centri di stoccaggio.

Le vendite complessive, consumo interno ed export, nel mese di giugno sono state di 101 mila tonnellate mentre il volume medio mensile commercializzato nella nuova campagna è stato di 121 mila tonnellate, superiore rispetto alle 114 mila tonnellate dello scorso anno.

In Spagna volumi significativi della nuova produzione olearia si hanno dalle fine di novembre-inizio di dicembre. Ne consegue che le 592 mila tonnellate in stock dovranno servire a coprire i fabbisogni dei prossimi 5 mesi.

Ammettendo che nei prossimi mesi le vendite si attestino ai livelli di giugno, si arriverebbe a complessive 505 mila tonnellate, con un riporto da anno precedente di sole 87 mila tonnellate. Se consideriamo invece la media mensile dell'annata (121 mila tonnellate) allora scopriamo che il fabbisogno è di 605 mila tonnellate, superiore alla giacenza. E' ipotizzabile che lo scenario più probabile si collochi nel mezzo, quindi con giacenze di poche decine di migliaia di tonnellate.

E' questa la ragione per cui Asaja Jaen non si attende alcun picco di ribasso delle quotazioni nei prossimi mesi, anche se vi è la preoccupazione che il mondo industriale voglia frenare gli acquisti per calmierare i prezzi.

di C. S.
pubblicato il 13 luglio 2017 in Tracce > Mondo

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