Anno 15 | 21 Ottobre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Nessun piano B per il biologico: accordo in salita

La tanto sospirata fumata bianca, in occasione della riunione con i Ministri agricoli europei, si è trasformata in una fumata nera. Troppo distanti le posizioni su limiti dei fitofarmaci e coltivazioni in serra. Si tratterà "fino all'ultimo momento possibile"

Nulla di fatto per la nuova normativa europea sull’agricoltura biologica, un mercato che nell’Unione vale circa 30 miliardi di euro e che continua a dividere i Paesi produttori di alimenti bio da quelli importatori in due blocchi contrapposti tra il Sud e il Nord del vecchio continente.

Le trattative procedono serrate da molti mesi e si sperava molto nel Consiglio agricolo del 12 giugno.

I punti di scontro sono invariati: normativa comune sui limiti europei per la contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati, possibilità di ottenere la certificazione per alcuni tipi di coltivazione in serra e banca dati comune sul bio. 

Un risultato positivo era l'aspirazione della presidenza di turno maltese che si è impegnata a fondo sulla questione e che non demorde. La volontà della presidenza maltese è quella di continuare il negoziato "fino all'ultimo momento possibile", ha reso noto il presidente di turno del consiglio agricolo, il maltese Clint Camilleri.

La data ultima è quella del 30 giugno, poi tutto tornerà nelle mani della Commissione.

Anche il Commissario all'agricoltura Phil Hogan è molto impegnato a dirimere la matassa anche attraverso "incontri bilaterali con i ministri degli stati membri".

Intanto però la Commissione si prepara a riprendere la palla in mano, organizzando un nuovo trilogo con Parlamento Ue e Consiglio, anche perchè Hogan ha chiarito di non farsi "nessuna illusione sul fatto che sia una trattativa difficile" ma che, per il momento, "non ci sono piani b".

 

di C. S.
pubblicato il 13 giugno 2017 in Tracce > Mondo

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