Anno 15 | 16 Dicembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Produzione d'olio d'oliva in Spagna sotto le 1,3 milioni di tonnellate

Nessun timore che manchi l'olio a scaffale. A fine della campagna olearia in giacenza rimarranno 200 mila tonnellate, sufficienti a garantire con l'annata successiva. Nessuna speranza, però, che i prezzi calino nel breve-medio periodo

La produzione d'olio d'oliva in Spagna sarà di poco inferiore alle 1,3 milioni di tonnellate, secondo la proiezione dell'associazione di produttori Asaja Córdoba.

La produzione iberica a fine febbraio, infatti, si è attestata a 1.230.000 mila tonnellate di olio di oliva, secondo i dati del Ministero dell'agricoltura. Proprio il mese di febbraio ha fatto segnare un record produttivo in Spagna, con 152 mila tonnellate prodotte (più o meno quanto la produzione italiana da ottobre a dicembre). Il boom produttivo iberico a febbraio va inquadrato nell'ambito del ritardo della campagna olearia, di fatto decollata solo alla metà di dicembre.

Secondo i dati del Ministero dell'agricoltura iberico, a fine febbraio, le giacenze erano pari a 987 mila tonnellate, con un aumento di 25 mila tonnellate rispetto al mese precedente ma in calo di 90 mila rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

E' questo dato ad aver creato un po' di fibrillazione sul fronte dei prezzi, anche in Spagna, con l'extra vergine alzatosi a 4 euro/kg.

Buoni i dati delle vendite che, solo a febbraio, sono cresciuti di 7000 tonnellate rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, per 136 mila tonnellate totali.

Anche quest'ultimo dato, ovvero la crescita delle vendite (soprattutto l'export) pur in presenza di prezzi alti, ha fatto preoccupare gli operatori. Se dovesse mancare l'olio? Secondo Asaja Córdoba, però, non c'è troppo da temere. Tendendo conto dell'andamento del mercato degli ultimi anni, le giacenze in fondo alla campagna olearia dovrebbero essere di 200 mila tonnellate, scarse dunque, ma sufficienti a garantire il collegamento con la nuova campagna olearia.

A fronte della situazione di mercato, con vendite che tirano e disponibilità limitate, non vi sono prospettive che le quotazioni all'ingrosso scendano nel breve-medio periodo, almeno non fino a quanto verranno confermate le prime proiezioni sulla prossima campagna olearia.

di T N
pubblicato il 17 marzo 2017 in Tracce > Mondo

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