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Ogm: l’Ue deve adottare subito regole nuove e più chiare

07 settembre 2012 | C. S.

L’Unione europea deve adottare al più presto norme chiare e comuni in materia di Ogm, dall’etichettatura alla coesistenza. E la sentenza di oggi della Corte di Giustizia di Lussemburgo, che sottolinea come non possono essere bloccate le varietà biotech autorizzate da Bruxelles, lo conferma in maniera palese. È quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ribadisce la sua contrarietà agli organismi geneticamente modificati e la necessità di un’azione ferma da parte dell’Italia in Europa.

La sentenza -che dà ragione alla Pioneer- evidenzia la debolezza dell’Ue sull’intera normativa che, purtroppo, presenta tante e troppe lacune. Ecco perché -aggiunge la Cia- è quanto mai opportuno superare l’attuale stallo, accelerare il confronto tra i Paesi e cercare di arrivare ad adeguato quadro legislativo.

La Cia ribadisce che l’agricoltura italiana non ha bisogno degli Ogm. La nostra ferma contrarietà -afferma- non scaturisce da una scelta ideologica, ma dalla consapevolezza che l’utilizzazione del biotech può annullare la nostra idea di agricoltura. Annullare l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della biodiversità. Non si tratta di una posizione oscurantista. Tutt’altro. Chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo può fare senza ricorrere agli organismi geneticamente modificati, come, del resto, è avvenuto fino ad oggi con risultati eccezionali.

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