Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di L. C.

Ci sono libri che meritano di essere letti con la dovuta attenzione. E’ il caso per esempio del volume Miti e chimere nei ricordi della sera, edito per i tipi della San Giorgio di Campobasso. L’autore, Enzo Melino, è al suo esordio nella narrativa, ma di professione svolge l’incarico di dirigente presso una Asl molisana.
Non ci sono pretese letterarie, certo, ma proprio per questo scorre fluido e ricco di immagini toccanti. Il mondo contadino viene rievocato con rara sensibilità, riportandolo, attraverso le vicende del protagonista, agli inizi degli anni Cinquanta, quando ancora il legame con la terra non conosceva tradimenti né contaminazioni.
Si avverte in ogni pagina il senso di attesa e il dolore di una umanità che mantiene alto l’orgoglio delle origini, mai vergognandosi della propria storia. Leggendo i sedici corposi capitoli, si scopre una dimensione rurale non più attuale, se non in alcuni segni residuali.
La prosa è semplice, l’autore spensierato, tornano così alla luce scenari che in molti, volontariamente o un po’ segretamente, hanno inteso dimenticare.
di L. C.
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