Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di L. C.

Qualcuno dice che la Spagna dell’olivo e dell’olio non abbia nulla a che vedere in fatto di qualità con l’Italia. Intanto però il paese iberico ci supera non solo con i volumi prodotti, ma anche con la massiccia presenza nei mercati internazionali più importanti, avendo oramai acquisito i nostri maggiori e più prestigiosi marchi tramite il gruppo Sos Cuetara.
Qualità significa anche questo, dunque: sapersi imporre con autorevolezza. Ma qualità, d’altra parte, è anche quella degli oli. Come nel caso degli extra vergini spagnoli che hanno vinto alcuni tra i più rinomati concorsi italiani. E per far capire quanto i nostri diretti concorrenti siano impegnati nel valorizzare la propria anima olivicola, segnalo il libro Olivos monumentales deEspaña, edito da Mundi Prensa in collaborazione con la Junta de Andalucia.
Un volume illustrato che documenta dettagliatamente gli alberi più antichi con tanto di foto a tutta pagina, un ricco indice di esemplari e la relativa mappa di localizzazione. A cura Concepcion Munoz, Angjelina Belaj, Diego Barranco e Luis Rallo, il volume non si limita a un’operazione di semplice stesura di un catalogo, ma, rispetto ai 300 milioni di olivi coltivati, ne individua i cento più rappresentativi e antichi. Insomma, qualità è anche concepire un libro simile. In Italia, per contro, ci si ferma più su vane parole che su fatti concreti. Eppure, di alberi monumentali da segnalare ce ne sarebbero a iosa.
di L. C.
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