Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Libri
il 10 Novembre 2007 TN n. 45 Anno 5

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CON "IL PUGNO IMMOBILE", IL DURO IMPATTO CON LA REALTA' RACCONTATO DA PIERO LOTITO

E' un romanzo perfettamente in linea con la grande tradizione narrativa italiana. Da non perdere, perché ci apre a un mondo, quello della comunicazione, complesso e non sempre facile da decifrare. La storia parte da un delitto

di Antonella Casilli



Il pugno immobile di Pietro Lotito, edito da Aragno è un romanzo ben
congegnato assolutamente in linea con la grande tradizione narrativa.
Siamo a Milano, nella Torre Velasca, "il bastione ideale, non soltanto per difendere il mondo dell’informazione dal terrorismo, ma anche per assicurare ai suoi operatori autonomia e libertà professionale… di diffondere notizie e comunque rimanere irraggiungibili a tutti".

In questo corpo possente e isolato è dislocato un notevole numero di mezzi
di informazione tra i quali l’Eco d’Italia, popolare quotidiano, diffuso in tutto il paese, principale concorrente de "Il Giorno".
Da diciannove anni redattore ordinario dell’Eco d’ Italia è il cinquantenne Alberto Ventura - protagonista del romanzo - sposato con una collega, "la bionda Rosalba, ex comunista e titolare d’una rubrica di bellezza e salute in un settimanale femminile".

La cronaca si intreccia con la storia personale del protagonista che, il 12 marzo 1992, mentre da lontano vive l’uccisione di Salvo Lima, compie l’ennesimo viaggio verso Milano e i suoi delitti.
Viaggio cieco e silenzioso, "uno sprofondare col corpo nella radice geologica della città, un andare indietro con la mente verso l’origine di tutta la sua
inquietudine".

E’ una parte della storia, ma è da lì che deve partire il lettore per capire appieno il protagonista ed i suoi sentimenti scoperti.
Dopo aver letto questo bel romanzo, ci si rende conto che la cronaca e il delitto non sono che un accattivante filo conduttore la sostanza è quella sottesa ma mai apertamente affrontata.

Alberto Ventura è un giornalista che ha molto mestiere ed ancora molta passione; è interessante il confronto con Rosalba, che dalla moglie omologata di un tempo ("Andrò in pensione da redattore ordinario, come te: non c’è
un modo migliore di onorare il giornalismo"), gli si rivolta contro ("io ho abbandonato il culto della parola, ho scoperto la bellezza delle scorciatoie che tu tanto odi").

Il pezzo di Italia raccontata dal cronista di nera, l’ Italia che è sulla bocca di tutti con le sue cronache è una parte di un mondo dove Alberto Ventura comunque si sente solo e non sa, mentre il lettore vorrebbe conoscerlo, venire a contatto con la sua sensibilità, con la sua capacità di trasformare il
sentimento in parola.

Consentitemi ora un piccolo assaggio: "Visto da Viale Ceresio il Cimitero Monumentale appariva laggiù, oltre la fitta distesa orizzontale di fili elettrici, in tutta la sua silenziosa solennità. Gli scorrevano attorno fiumi di automobili, ma tutte scivolavano via senza intoppo, dando l’impressione che in quella
grande piazza ci si trovasse come in una zona sotto tiro, da attraversare il più rapidamente possibile: senza rumori e movimenti superflui".



Piero Lotito, Il pugno immobile, Nino Aragno editore, 341 pagine, 15 euro

di Antonella Casilli

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pubblicato in Tracce > Libri
il 10 Novembre 2007 TN n. 45 Anno 5

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