Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Libri
il 07 Luglio 2007 TN n. 27 Anno 5

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LA MEMORIA DEGLI ANNI DI PIOMBO NEGLI OCCHI E NELLE TOCCANTI PAROLE DEI PARENTI DELLE VITTIME

Mario Calabresi, il figlio, giornalista, del commissario Luigi, pubblica un libro che racconta una storia vera, fatta di sentimenti, paure ed emozioni. "I giornali e le televisioni - scrive - non si fanno troppi scrupoli ad accendere un faro sui terroristi, a dar loro la scena anche quando inopportuni”

di Antonella Casilli

Antonella Casilli vista da Filippo Cavaliere de Raho

Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, libro di Mario Calabresi per le edizioni Mondadori. Si giunge a pagina 131, l'ultima, e il lettore non ha più parole, è giusto che non ne abbia.

Leggere una storia vera, fatta di sentimenti, paure ed emozioni accadute, merita solo un rispettoso silenzio.
Questa, quindi, più che una recensione è un grande grazie, un atto dovuto ad un uomo che, senza intenti compassionistici, ha condiviso il suo sentire con il
lettore.

Dalla nonna materna ha appreso "le virtù taumaturgiche e curative della parola e l’importanza della condivisione della memoria".
Calabresi con il flusso dei ricordi, da spettatore privilegiato, ha operato un aggiustamento nella storia dando spazio alle emozioni dei familiari delle vittime. Ha animato di vita morale quelli che, nello sproporzionato rapporto tra ragione ed emozione, sono stati classificati anni di piombo.

“Ci vorrebbe una sensibilità diffusa, manca un sentire collettivo, e tutto questo non può essere una questione privata... i mezzi di comunicazione hanno responsabilità particolari. I giornali e le televisioni non si fanno troppi scrupoli ad accendere un faro sui terroristi, a dar loro la scena anche quando
ha caratteri chiaramente inopportuni ”.

Con piglio scientifico, è stato valutato il periodo, le ripercussioni sul mondo e nel modo.
Calabresi, invece, grazie anche al dialogo sviluppato in famiglia, si è
preservato “dall’analfabetismo di sensibilità”, leggendo con paziente e
giusto discernimento quanto si è trovato a fronteggiare.

E’ il caso di soffermarsi sul rapporto tra ragione ed emozione; Calabresi rammenta il vissuto, ma filtrandolo attraverso le proprie emozioni aiuta il
lettore a comprendere pienamente la realtà.
Ed è proprio grazie a questo libro che, accanto ad una sovra lettura mediatica degli anni di piombo, scopriamo la possibilità di una lettura emozionale scevra da odio e rancore, perché il messaggio che lancia, nonostante tutto, è di scommettere sull’amore per la vita.



Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, collana Strade blu, Mondadori, pp. 131, euro 14,50

di Antonella Casilli

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pubblicato in Tracce > Libri
il 07 Luglio 2007 TN n. 27 Anno 5

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