Libri 26/10/2018

Entrare nel mondo del vino è troppo ostico? Ecco il libro che fa per voi

Il vino, straordinaria bevanda, complessa e complicata, contraddittoria come il suo dio per eccellenza, Dioniso per i greci o Bacco per i romani, è “facile” da capire diventando un piacere comprendere i suoi caratteri e di gustarli via via che vengono allo scoperto


È il titolo del libro firmato da Rudy Rinaldi, cultore del vino e del cibo, sommelier professionista, divulgatore e promotore in Italia e nel mondo dei nostri grandi vini. Un libro che, uscito a Maggio scorso, per conto dell’editore romano, Bruno, è diventato subito un bestseller

Il libro “Vino Facile” è, quindi, il frutto di una passione dell’autore per il vino e la cucina, ma soprattutto di una lunga esperienza che lo stimola a trasmettere, con la conoscenza, questa sua passione. In pratica l’autore vuole, prendendo il lettore per mano, dimostrare l’arte della degustazione o, come diceva il grande prof. Federico Melis, “la scienza della degustazione fatta di regole da rispettare, è, comunque, di facile interpretazione”.

Come se Rudy dicesse “vieni qua, leggi con attenzione questo libro, e ti dimostro che il vino, questa straordinaria bevanda, complessa e complicata, contraddittoria come il suo dio per eccellenza, Dioniso per i greci o Bacco per i romani, è “facile” da capire e, nel momento in cui viene letto e capito, diventa piacere di comprendere i suoi caratteri e di gustarli via via che vengono allo scoperto”.

Come dire che la sua degustazione diventa comprensione e, nel momento in cui essa si completa, ecco che esplode l’emozione e via via, sempre più, il rapporto si trasforma in dialogo, amicizia, reciproco rispetto.

Prima di affrontare e spiegare l’arte della degustazione (Cap. 5) e dell’abbinamento Cibo-vino (Cap. 6) , il capitolo che chiude il libro, Rudy, anche con l’aiuto di una serie di foto appropriate, ti porta a vivere la presentazione di una bottiglia di vino in un ristorante, da come ci si presenta con la bottiglia al tavolo del cliente a come si stappa la bottiglia, la temperatura di servizio, gli attrezzi necessari, la mescita e le precedenze da rispettare e, poi, con una serie di “Sorsi” , fa il riepilogo sottolineando una serie di punti, come per completare e puntualizzare su alcuni aspetti che serve ricordare.

Il Capitolo 2, parla della vite e delle viti, quale patrimonio ampelografico espressione di biodiversità; del territorio, quale origine della qualità e della natura del terreno, indicando quello più adatto, per spiegare come il tipo di terreno si riflette e fa capire il gusto del vino che verrà. Si parla anche delle malattie della vite.

Il Capitolo 3 è quello che racconta della trasformazione dell’uva in vino; della fermentazione, dei lieviti autoctoni e selezionati; delle tipologie di vino; della vinificazione in bianco, del rosato e del perché da uve a bacca rossa si possono avere vini bianchi e rosati e, viceversa, da uve a bacca bianca solo vini bianchi. Cos’è la fermentazione malolattica e cosa succede dopo la svinatura per chiudere con quali sono i vini adatti a essere invecchiati in legno.

Agli spumanti e ai vini speciali è riservato il Capitolo 4. Quando e come nascono; com’è fatto lo Champagne e qual è la differenza con il metodo classico; quanti e quali sono in Italia gli spumanti Doc e Docg; il metodo Martinotti-Charmat e con che metodo viene fatto il Prosecco o, anche, l’Asti spumante o spumante dolce. Per poi parlare del vino Novello e dei “vini speciali”.

Al Capitolo 5 troviamo “Principi di degustazione e abbinamento”, la grande incognita o l’insieme di regole che, se rispettate, portano alla scoperta dei segreti del vino. Ed ecco spiegare quali sono gli strumenti necessari per una corretta degustazione o gli ambienti adatti e le migliori condizioni per degustare; i bicchieri più adatti e la degustazione alla cieca. E’ questo il capitolo più importante per chi vuole vivere con la dovuta sapienza l’arte della degustazione che è interpretazione di profumi , colori, sapori.

E, per chiudere, il Capito 6, “L’abbinamento cibo-vino facile”, cioè la parte più complicata, visto che non basta conoscere i caratteri del vino, ma, anche, quelli dell’alimento al quale si vuole abbinare o far sposare, precisando subito quello che non si deve assolutamente fare: uno sposalizio, pescato con grandi vini rossi oppure, grandi vini liquorosi bianchi con carni rosse o selvaggina, e, poi, la sequenza dai bianchi ai rossi, dagli spumanti ai liquori, una gradazione crescente, per chiudere con la spiegazione di sette principi riguardanti “abbinamento cibo- vino facile”.

Rudy utilizza tutta la sua esperienza e quella della moglie Celeste, ricavata dalla gestione di un Ristorante nel piccolo centro San Giacomo degli Schiavoni, non lontano dal mare di Termoli, di fronte alle isole Tremiti, dove vive un’eccellenza gastronomica nel campo dei salumi e degli insaccati, la Macelleria di Pasquale Berchicci. E, così, che l’esperienza, se accompagnata dalla passione, non solo ha ancor più valore, ma rende tutto facile, anche il vino, che è coltura e cultura, e, nel tempo, sempre più testimone dei territori più conosciuti, soprattutto a partire dal 1963 con il Dpr 930, che ha dato la possibilità di classificarli, soprattutto Doc e Docg. Una parte importante di quel percorso “qualità” dei nostri vini, che, se inserita, avrebbe arricchito il bel libro di Rudy Rinaldi, e reso ancora più forte l’applauso, che merita e gli va riservato.

er chi ha vissuto per lunghi anni e intensamente il mondo del vino, soprattutto gli ultimi vent’anni del secolo scorso, si ricorda bene di quella che è stata, per i vini italiani, una vera grande rivoluzione che ha portato a far crescere la cultura del vino, da bianco e rosso, a vini sempre più famosi con il nome legato al territorio. Tante le pubblicazioni e tanti i maestri di degustazioni inseriti nelle tre sigle di assaggiatori (Onav, Ais ed Aspi), che hanno dato un contributo notevole alla riuscita di una rivoluzione per niente facile.

C’era un piccolo vuoto da riempire e Rudy ci è riuscito con questa sua pubblicazione “Vino facile”, che onora anche il Molise, la terra di adozione dell’aretino Rudy Rinaldi.