Anno 16 | 19 Aprile 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Nessun trucco sull'Aceto Balsamico di Modena IGP

Per la prima volta in un disciplinare di Indicazione georgrafica protetta viene inserito il metodo degli isotopi stabili per garantire l'origine dei mosti e delle uve che serviranno a ottenere il famoso aceto

Il sistema dei controlli sull'Aceto Balsamico Modena Igp si avvia al salto di qualità e presto l'oro nero modenese dovrebbe garantire al 100% tutte le fasi di produzione, a partire dai testi genetici sulle materie prime conferite. E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proposta del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta Aceto Balsamico di Modena. Se non ci saranno eventuali opposizioni entro 30 giorni, l'iter si sposta a Bruxelles che dovrebbe ufficializzare il via libera a test genetici sulle materie prime.

''Soddisfazione per questo primo passo molto importante che introduce una novità sostanziale nel sistema dei controlli'' è espressa dal direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena Igp Federico Desimoni. "Vorremmo introdurre - spiega - un sistema di verifica delle materie di prime - il mosto d'uva e l'aceto di vino - attraverso gli isotopi, già in uso nel sistema del vino. Si tratta della verifica genetica della genuinità di quanto conferito da centinaia e centinaia di imprese ai nostri consorziati che sono una cinquantina. Un controllo a valle che non si limiterà più allo strumento documentale ma garantirà al 100% imprese e il consumatore. Siamo in questo i precursori nel mondo degli aceti''.

Nel frattempo l'Aceto Balsamico di Modena Igp si mostra in buona salute: ''siamo cresciuti dell'1% nel 2017 superando i 95 milioni di litri - sottolinea il direttore del Consorzio Desimoni - per un valore al consumo che supera i 900 milioni di euro''.

di C. S.
pubblicato il 08 gennaio 2018 in Tracce > Italia

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