Anno 15 | 25 Luglio 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Olivete in fiamme: danni e ora anche un morto

Estate caldissima per l'olivicoltura italiana. Da nord a sud, molti episodi di incendi che hanno coinvolto appezzamenti di olivo. Incuria e disattenzione possono costare moltissimo ai nostri territori rurali. Così aumenta il rischio abbandono

Da nord a sud aumenta il rischio di incendi nelle olivete italiane.
La siccità e il gran caldo delle ultime settimane hanno creato le condizioni ideali per l'innesco di roghi, dovuti a disattenzione e incuria.
Due gli esempi degli ultimi giorni.

Rita, azienda agricola Santa Tecla (Calabria)
Un fronte lungo più di 50 metri, lo abbiamo spento dopo 4 ore e l impiego di 10.000 litri di acqua destinati all'irrigazione e sprecati per il vandalismo di un bastardo. Facciamo le ronde continuamente dovesse capitarmi tra le mani. Il settore manutenzione strade provinciali interverrà domani su mia "gentile richiesta". Mi VERGOGNO di essere CALABRESE, sappiatelo tutti.

Stefano, Frantoio Gaudenzi (Umbria)
Dopo una giornata come quella di ieri, dove per un attimo ho pensato di perdere tutto, sento doveroso ringraziare alcune persone.
Difficile trovare parole per ringraziare i vigili del fuoco, il loro lavoro è stato ancora una volta fondamentale, semplicemente perfetti.
Ringrazio amici e compaesani che, vedendoci in grande difficoltà, ci hanno aiutato ad allontanare le fiamme.
Ringrazio il Maresciallo dei Carabinieri della caserma di Trevi.
Ringrazio il nostro sindaco Bernardino Sperandio, tra i primi a correre insieme a noi fra gli ulivi con un estintore in mano.
Un ringraziamento particolare a due persone speciali, un autista della Spoletina ed un ragazzo che vedevo in palestra ma che conosco solo di vista, non conosco i loro nomi ma spero che il mio pensiero arrivi anche a loro. Non dedico il mio tempo a parlare qui di coloro che reputo tra i responsabili dell'accaduto, ma hanno pensato bene di tenersi a distanza.

Esempi molto diversi ma che testimoniano la paura e la rabbia di chi ha rischiato di perdere tutto in una stagione già molto difficile, la terza su quattro con scarsa produzione di olive in Italia.
Purtroppo, lo strenuo tentativo di difesa dei propri amati alberi porta anche a tragedie.
La tragedia si è consumata a Favelloni, frazione di Cessaniti, in un oliveto di proprietà di un signore di 68 anni, Antonino Purita. I familiari lo hanno trovato cadavere intorno alle 22.30. Parzialmente carbonizzato. Secondo quanto si è appreso, Purita ha tentato di spegnere un incendio divampato nel suo oliveto, ma è precipitato in un dirupo ed è morto avvolto dalla fiamme.

E' lecito domandarsi come si è giunti a tutto questo. Anni di incuria del territorio, l'abbandono di appezzamenti, il profondo individualismo e menefreghismo che condisce lo scarso senso civico tipicamente italiano.
Tutto questo crea un mix micidiale. I primi a pagarne il prezzo sono gli agricoltori in un anno di emergenza incendi.

Secondo i dati della protezione civile, dal 15 giugno sono state 432 le richieste d’intervento finora ricevute, contro le 308 del  2007 e le 261 del 2012.

di T N
pubblicato il 13 luglio 2017 in Tracce > Italia

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva

Dop e Igp: serve una nuova strategia per le denominazioni d'origine dell'olio d'oliva