Anno 15 | 19 Agosto 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Cagliari, nuovo hub dell'olio d'oliva comunitario ed extra comunitario verso l'Italia?

La denuncia del deputato sardo di Unidos Mauro Pili che su 400 tonnellate di olio d'oliva sbarcate a Cagliari nella notte. Le cisterne erano della ditta di autotrasporti Fusiello Lazzaro Luciano, coinvolta nel 2014 in un'indagine per traffico di falso olio extra vergine 100% italiano biologico. La smentita della ditta Fusiello Lazzaro Luciano tramite l'avvocato Giulio Ferrara

"Cisterne con un potenziale carico di 400.000 litri d’olio importato dall’estero sono sbarcate la notte scorsa a Cagliari. Lo schiaffo alle produzioni locali e non solo passa per il porto commerciale sardo. Uno sbarco imponente, una carovana di non meno di 40 cisterne da 10.000 litri ciascuna schierate lungo il porto sono la più evidente rappresentazione di quello che sta accadendo in Sardegna e non solo. Tutto questo con il silenzio di tutti. Migliaia di tonnellate di olio tunisino, marocchino e non solo immesse nel sistema produttivo sardo e italiano attraverso lo snodo cagliaritano. Per quale motivo è stato scelto Cagliari come hub di trasferimento di quest’olio verso l'Europa? Qual'è la convenienza? E soprattutto è tutto regolare? Basti una semplice verifica delle insegne delle autocisterne per rendersi conto che della partita fa parte anche la Fusiello Lazzaro Luciano una ditta di autotrasporti coinvolta nel 2014 in un traffico di olio scandente o contaminato. In quell’occasione venne accerta la commercializzazione di olio di oliva comunitario come falso olio extravergine di oliva biologico 100% Made in Italy. Una trentina le persone indagate – 16 delle quali arrestate – nell’indagine della Guardia di Finanza di Andria che aveva portato anche al sequestro di 16 aziende tra la Puglia e la Calabria, tra cui appunto il titolare di una delle aziende di trasporti che compaiono nelle insegne delle cisterne in sosta nel porto di Cagliari. Quel traffico di olio era stato oggetto di approfondite indagini della guardia di finanza che aveva rilevato come, “in barba a qualsivoglia forma deontologica antepongono i propri interessi personali a quelli della collettività, il tutto con gravi pregiudizi riscontrabili non solo nell’ottica del consumatore finale e della tutela della salute pubblica ma anche in quella dell’intero mercato autoctono dell’olio extravergine di oliva che, come appare sempre più frequentemente dalle cronache degli ultimi anni, risulta costellato da continue fluttuazioni al ribasso. Questo traffico d’olio va tenuto sotto stretta osservazione mentre, invece, appare evidente che nel porto di Cagliari questi controlli possano essere allentanti, proprio per la rotta inusuale”.

Lo ha denunciato il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che ha presentato un’interrogazione per conoscere la tracciabilità di quel carico transitato per la Sardegna e per sapere da dove arriva e dove fosse finalizzato.

“Desta sconcerto – ha proseguito Pili - questo nuovo rilevantissimo trasporto d’olio con crocevia in Sardegna visto che esistono precedenti che imporrebbero controlli continui e certificati. Basti solo richiamare il fatto che nelle indagini, che hanno coinvolto aziende di autotrasporti alimentari i cui mezzi risultavano tra quelli fermi al porto di Cagliari, era emerso che in quelle bottiglie, in alcuni casi, non vi era nulla che potesse essere definito neppure olio lampante, addirittura che possa essere definito commestibile, trattandosi di oli esausti, residui di frittura, ossia rifiuti che, anzichè essere smaltiti erano venduti e finivano sulle tavole di consumatori. Era stato più esplicito il pm Antonio Savasta denunciando che si trattava di sostanze cancerogene e dannose per la salute degli ignari consumatori che invece hanno il diritto di sapere cosa c’è in quello che comprano e di scegliere i prodotti in base alle loro reali caratteristiche”.

“Non è la prima volta che Cagliari è baricentro di un traffico d’olio rilevante. Bisogna fare chiarezza e rendere trasparente un settore che non può essere lasciato alla speculazione o peggio ancora. Il ministro – ha concluso Pili - risponda con chiarezza a questa nuova invasione di olio straniero verso la Sardegna e non solo. Ne va della sicurezza alimentare ma anche della tutela delle produzioni locali d’olio di qualità”.

 

SMENTITA

In merito all'articolo da Voi pubblicato in data 15 maggio 2017 e riportante nella sezione Cagliari comunicato stampa del deputato sardo Mauro Pili, la ditta Fusiello Luciano Lazzaro Autotrasporti, con sede in Andria (Ba), tramite il sottoscritto difensore avv. Giulio Ferrara, ne smentisce totalmente il contenuto.

E' opportuno precisare che le dichiarazioni ivi contenute appaiono non veritiere, gravi nonché lesive dell'immagine pubblica e commerciale della ditta mia assistita.

Per tali ragioni la stessa si riserva espressamente, in separata sede ogni e più opportuna valutazione circa l'eventuale risarcimento di tutti i danni subiti nonché sulla sussistenza di ipotesi di reato nei confronti dei responsabili.

Infatti, tralasciando i dettagli dell'inchiesta richiamata dal deputato Mauro Pili, non essendo questa la sede idonea, la ditta Fusiello Luciano Lazzaro è risultata completamente estranea alle accuse sollevate, tant'è che in data 22 febbraio 2016 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha disposto provvedimento di archiviazione nei propri confronti scagionandola da ogni ipotesi accusatoria.

Si invita, pertanto, codesta testata telematica, nella persona del suo Direttore Responsabile, a verificare la fondatezza delle notizie a pubblicarsi per evitare ulteriori ripercussioni sia sulla attendibilità delle informazioni divulgate sia sull'immagine dei soggetti interessati.

Distinti saluti.

Avv. Tulio Ferrara

di C. S.
pubblicato il 15 maggio 2017 in Tracce > Italia

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