Anno 15 | 25 Luglio 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

L'Oliva di Gaeta è ufficialmente una Denominazione d'Origine Protetta

In protezione provvisoria a livello nazionale dal 30 dicembre 2015, ora ha ricevuto anche l'ultimo via libera da Bruxelles. La "culla di origine" di questa oliva nera di varietà "Itrana" coltivata in Campania e Lazio, era "il Ducato di Gaeta"

Via libera dall’Ue al marchio Dop per le olive di Gaeta. E’ stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale numero L 340/47 del 15 dicembre 2016 dell’Unione Europea la denominazione ‘Oliva di Gaeta’ nel ‘registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette’ come D.O.P.

A renderlo noto è Maurizio Simeone, Presidente del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Oliva di Gaeta D.O.P., organismo titolare del procedimento avviato presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

L’Oliva di Gaeta entra così a far parte delle 288 denominazioni di origine Italiane riconosciute dall’Unione Europea, di cui 165 D.O.P. e 123 I.G.P., oltre a 2 S.T.G.

“Secondo molti documenti storici – si legge in una nota della Commissione – la culla di origine di questa oliva nera di varietà Itrana coltivata nel Lazio era il Ducato di Gaeta”.

Il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF) – Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari – Direzione Generale per il Riconoscimento degli Organismi di Controllo e Certificazione e Tutela del Consumatore, avev già emanato il Decreto n. 7435 di autorizzazione all’organismo denominato “3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria Soc. cons. a r.l.” ad effettuare i controlli per la denominazione “Oliva di Gaeta”, protetta transitoriamente a livello nazionale con decreto 30 dicembre 2015.

 

 

di C. S.
pubblicato il 16 dicembre 2016 in Tracce > Italia

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva

Dop e Igp: serve una nuova strategia per le denominazioni d'origine dell'olio d'oliva