Italia
Borga, presidente Aprolav: “Assurdo permettere di vendere formaggi di latte straniero come prodotto italiano ”.
24 maggio 2013 | C. S.
“La legge permette di importare latte straniero e vendere i prodotti lavorati in loco come prodotti italiani. E’ questa la strada disegnata per il futuro del latte italiano e cioè farlo diventare un prodotto di nicchia per pochi intimi?”. A chiederselo è il confermato presidente di Aprolav, l’associazione produttori latte del Veneto, Terenzio Borga, produttore di Chiarano, che è stato riconfermato dal neo eletto consiglio direttivo. Il trevigiano Borga è stato quindi chiamato a presiedere per il periodo 2013-1015 l’associazione che riunisce circa 2500 produttori di latte in Veneto. Il nuovo consiglio è così formato: Terenzio Borga (presidente), Francesco Bet (vicepresidente di Treviso), Francesco Cobalchini (vicepresidente di Vicenza), Luciano Papa (vicepresidente di Treviso) e dai consiglieri Germano De Bortoli (Belluno), Giorgio Dellai (Padova), Lorenzo Brugnera (Treviso), Michele Pedrini (Verona) e Aldo Centofanti (Venezia).
“Quello che diventa chiaro è che servono in questo Paese delle politiche del settore appropriate e che disegnino una strategia affinché il latte italiano non rischi di diventare un prodotto di nicchia per pochi intimi. Qui c’è da comprendere innanzitutto se c’è la consapevolezza da parte delle istituzioni che la questione latte in Italia non è solo urgente, ma è ancora di più, è già in proroga e bisogna capire se c’è la volontà di costruire un percorso unitario tra tutte le componenti della nostra filiera” - ha spiegato ai margini dell’elezione lo stesso presidente Borga - “Noi siamo per l’origine del latte e derivati made in Italy, siamo per sostenere un mestiere che impone sacrifici riscontrabili in pochissimi altri lavori, ma alla fine abbiamo assistito che le realtà che hanno i migliori risultati sono quelle che lavorano latte straniero e poi commercializzano i formaggi, come purtroppo prevede la normativa attuale, con la dicitura “prodotto italiano”. Serve coerenza nella difesa del made in Italy a patto che qualcuno non consideri il latte un prodotto del made in Italy di serie B e quindi sacrificabile sull’altare della globalizzazione”.
Il modello Veneto da anni, invece, ci racconta una storia di aggregazione. Dopo il percorso del distretto lattiero caseario ora è nata la nuova Associazione lattiera casearia del Veneto che sarà guidata proprio da Aprolav che, tra l’altro, anche nel 2013 organizzerà la manifestazione Caseus Veneti.
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