Anno 15 | 20 Novembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Green War: finalmente i nomi delle aziende coinvolte nel nuovo scandalo sul biologico

Migliaia di tonnellate di mai e soia di produzione ucraina e moldava sono arrivate in Italia, via Malta, come organiche, almeno finchè l'Icqrf e la Guardia di Finanza non le hanno bloccate

“Green War” è il nome dell’operazione condotta dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari e dalla Guardia di finanza di Pesaro sul giro di importazione di granaglie (soia, mais e lino) di produzione ucraina e moldava transitate principalmente via Malta.

23 sono le persone indagate, ad oggi dalle informazioni messe a disposizione da Suolo e Salute e pubbliche risultano coinvolte la Delva Corporation Ltd di Malta certificata dall’ente maltese MCCAA, aziende certificate da ICS BIOZOO e da Suolo e Salute in Moldova e Ucraina (ANTAS 1 e IM AGRICEREAL e altre certificate da ICS BIOZOO in questi Paesi di cui non si conoscono i nomi), Fazoo Mangimi srl e la F.lli Grimaldi & C. snc entrambe certificate da Suolo e Salute srl e Bernam srl certificata da ICEA. Risultano inoltre iscritti nel registro degli indagati il presidente, un dirigente regionale nonché un ex collaboratore di Suolo e Salute e dirigenti del gruppo BIOZOO (in questo caso non si conoscono i dettagli dei soggetti indagati, in quanto BIOZOO non fa parte della federazione interprofessionale del settore FederBio).

Suolo e Salute srl evidenzia di aver posto in essere tutte le iniziative idonee a contrastare i tentativi di frode, anticipando normalmente le autorità di repressione nella individuazione di OGM o di principi attivi non ammessi, con conseguente declassamento della merce rinvenuta nei magazzini degli operatori controllati. Per quanto riguarda un partita di 3.040 tonnellate di mais provenienti dall’operatore moldavo IM AGRICEREAL certificato da ICS BIOZOO e importata da Delva Corporation Ltd per essere venduta all’operatore Fazoo Mangimi srl sia l’organismo di certificazione maltese che ICS BIOZOO hanno confermato la validità della transazione su richiesta di Suolo e Salute a gennaio 2013.

Per quanto riguarda alcune partite di soia provenienti dall’operatore moldavo ANTAS 1 importate da Delva Corporation Ltd per essere venduta all’operatore Fazoo Mangimi srl oppure direttamente da Fazoo sono state declassate da Suolo e Salute a fine 2012.

Nel corso delle verifiche svolte da Suolo e Salute dopo l’avvio dell’operazione Green War sono state inoltre individuati e bloccati ulteriori quantitativi di prodotto (granella, pannello e olio di soia) presso altri due operatori italiani. Non abbiamo notizie sulle attività svolte da ICS BIOZOO e BIOZOO srl rispetto ai prodotti e agli operatori di loro competenza e coinvolti nell’indagine (come già detto, BIOZOO è del tutto estraneo alla federazione).

I prodotti sotto sequestro sono a uso alimentazione zootecnica; a quanto risulta, si tratta di soia, mais e lino per mangimi e i laboratori pubblici ne stanno al momento verificando la conformità.

FederBio ha allertato il sistema e le organizzazioni associate fin da giugno 2012 sui prodotti dell’est Europa transitati via Malta con la certificazione all’origine dell’organismo ICS BIOZOO, che erano considerati a rischio; gli operatori associati alle organizzazioni socie FederBio hanno quindi evitato di acquistare questi prodotti o hanno limitato gli acquisti alle sole partite che erano state verificate direttamente dagli organismi di certificazione associati. Gli organismi di certificazione stanno ulteriormente approfondendo la situazione in base agli sviluppi dell’indagine per tracciare il percorso dei prodotti sotto indagine.

FederBio ha segnalato ufficialmente e in più riprese al ministero delle Politiche agricole i propri sospetti, con il dettaglio delle motivazioni, chiedendo che il ministero stesso adottasse le necessarie precauzioni nella concessione delle autorizzazioni alle importazioni e ha suggerito di coinvolgere i Servizi della Commissione europea, dato che il problema non sembrava riguardare solo l’Italia, ma l’intera UE. Il sistema biologico italiano non è complice di frodi, al contrario, è l’autore delle segnalazioni alle autorità: l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, che dipende dal ministero delle Politiche agricole, è intervenuto dopo le segnalazioni del sistema biologico italiano tramite le sue organizzazioni di rappresentanza e tutela, che sono state parte attiva nella segnalazione dei sospetti di frode da parte di imprese non aderenti.

Proprio in contemporanea alla divulgazione della notizia sui sequestri, a Bologna si stava tenendo la presentazione da parte di FederBio alle maggiori imprese italiane nel settore dei cereali e dei mangimi biologici del nuovo sistema FederBio Integrity Platform sviluppato in collaborazione con l’organizzazione tedesca Organic Services e la software house austriaca INTACT; la piattaforma informatica è in grado di gestire le superfici, la tracciabilità delle produzioni e ogni vendita di materie prime biologiche per mangimi, cereali e granaglie di produzione nazionale ed estera, e la sua attivazione si realizzerà entro settembre 2013. Tale piattaforma, non richiesta dal regolamento europeo e i cui costi le aziende del settore hanno a loro carico, renderà il settore italiano il più trasparente a livello mondiale e lo renderà più “blindato” a qualsiasi tentativo di frode.

Le aziende biologiche italiane, nell’esprimere apprezzamento per l’operato dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari e della Guardia di Finanza successivo alla segnalazione di sospetti da parte delle proprie organizzazioni di rappresentanza, auspicano che i tentativi di frode siano sanzionati con la severità che meritano chi pone a rischio la credibilità di un settore che sulla trasparenza e sul rigore si fonda.

di C. S.
pubblicato il 27 aprile 2013 in Tracce > Italia

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