Italia
Il Senato italiano dice no all'accordo Ue-Marocco
Un voto bipartisan. L'agricoltura non può essere utilizzata come merce di scambio. Vanno garantite trasparenza, reciprocità e convergenza degli standard di sicurezza alimentare
12 maggio 2012 | C. S.
“Il Senato dice ‘No’ all’accordo bilaterale Ue-Marocco. Oggi sono state presentate ed accolte tutte le mozioni presentate che vedono quasi tutto l’arco parlamentare contrario all’intesa in questione, che va sottoposta a revisione. Il governo, dal canto suo, si è impegnato ad assumere iniziative volte a far sì che l'accordo non produca ulteriori effetti negativi per salvaguardare i diritti degli agricoltori, combattere le frodi e garantire la sicurezza alimentare, proteggere l'ambiente, sostenere la politica agricola mediterranea e promuovere il made in Italy”. Lo fa presente Confagricoltura, che giudica importante l’iniziativa delle forze parlamentari e del governo.
“Concordiamo in pieno – ribadisce Confagricoltura - con quanto hanno detto questa mattina i sen. Di Nardo (IDV), Fleres (CN-GS-SI-PID-IB-FI), Russo (TERZO POLO-API-FLI), Gustavino (UDC-SVP-AUT-UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), Vallardi (LNP), Andria (PD) e Scarpa Bonazza Buora (PDL) nelle dichiarazioni di voto finali: “Nella consapevolezza della finalità politica dell'accordo con il Marocco, che ha l'obiettivo di sostenere la transizione democratica, vanno garantite trasparenza, reciprocità e convergenza degli standard che devono orientare gli scambi commerciali e occorre tenere conto del fatto che in Marocco vengono impiegati fertilizzanti chimici vietati dalla normativa italiana perché dannosi per la salute”.
“In una materia delicata come quella degli scambi commerciali nell’area del Mediterraneo, con impatti notevoli sulle produzioni ortofrutticole ed olivicole – prosegue la Confagricoltura - non si può procedere a forza di blitz e usando l’agricoltura come merce di scambio per risolvere i problemi politici e di rapporti internazionali”.
“Prima di decidere ulteriori concessioni, l’Europa deve prevedere uno studio di impatto sulle conseguenze di ogni singola intesa – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Confagricoltura non ha pregiudizi precostituiti nei confronti di negoziati partecipati dall’Unione Europea, ma è indispensabile che qualsiasi apertura delle frontiere si basi su regole condivise, che siano finalizzate al raggiungimento di risultati bilanciati”.
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