Italia

La Conferenza delle Regioni dice no all'Imu sull'agricoltura

Chieste la revisione del meccanismo di calcolo dei terreni condotti dagli agricoltori e l'individuazione di criteri alternativi di applicazione dell’imposta

18 febbraio 2012 | R. T.

“Anche le Regioni sono contrarie all’Imu. E’ ora che il Governo intervenga per riequilibrare la forte imposizione fiscale per gli agricoltori, esentando dall’imposta i fabbricati ad uso strumentale o riducendo gli oneri, in particolare nelle aree svantaggiate”. Lo ha detto Confagricoltura che ha espresso apprezzamento ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per la ferma opposizione all’applicazione dell’Imu nelle aziende agricole.

“L’intero impianto dell’imposizione fiscale sui terreni e sui fabbricati strumentali all’attività è punitivo per le imprese e scarica sugli agricoltori e sulle loro famiglie oltre il 10 per cento del peso della manovra - ricorda Confagricoltura -. Il decreto ‘Salva Italia’ comporta incrementi di tassazione (dal 100% al 300%) per il settore agricolo e mette a rischio di chiusura oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari di superficie”.

Confagricoltura ringrazia i Governatori regionali per aver appoggiato con forza la sua istanza, chiedendo la revisione del meccanismo di calcolo dei terreni condotti dagli agricoltori e di aprire un tavolo di confronto Governo-Regioni per individuare criteri alternativi di applicazione dell’imposta, salvaguardando gli obiettivi del decreto “Salva Italia”, ma senza pregiudicare la sopravvivenza del settore agricolo.

“La questione è paradossale perché si intende tassare gli strumenti di lavoro dell’agricoltore considerandoli una ricchezza accumulata - conclude Confagricoltura -. Circa un milione di fabbricati in tutta Italia il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni, con l’applicazione dell’Imu subiscono una duplicazione d’imposta”.

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