Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Gastronomia
il 22 Maggio 2010 TN n. 20 Anno 8

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Cosa si deve cercare in un aceto per non sbagliare l'acquisto?

La bontà di un aceto non è frutto del caso. Non ci si può accontentare del primo che ci capita tra le mani

di Luigi Caricato

Anche l’aceto merita una grande considerazione. Un assaggiatore di aceti sa individuare la qualità saggiandone le proprietà organolettiche. Ma anche un consumatore generico può, sforzandosi un poco, cogliere la qualità. Già, perché un aceto non vale l'altro. E' tempo di rivalutarli.

Che cosa si dovrà dunque cercare quando ci si appresta a scegliere, posti davanti a uno scaffale, un aceto?
Per prima cosa il prezzo troppo basso è da scartare.
In secondo luogo, conviene prendere ogni volta un aceto differente e provare a degustarlo prendendo nota delle sensazioni che si provano all'assaggio.
Alcuni aspetti sono di fondamentale importanza.

L’armonia
Ovvero quella sensazione di gradevolezza che si avverte attraverso la lettura critica degli stimoli olfatto-gustativi e tattili: tutto ciò che percepiamo per il tramite dei nostri sensi dovrà essere in un giusto rapporto, senza alcuna prevalenza di un aspetto rispetto ad altri.

Il corpo
Ovvero la sensazione tattile che si percepisce in bocca e che esprime il grado di densità, viscosità e consistenza di un aceto: è importante che un aceto di qualità abbia appunto un certo corpo, che non sia dunque strutturalmente debole.

La fragranza
Ovvero la sensazione olfattiva di freschezza e soavità.

L’assenza di difetti
Ovvero un flavor gradevole, senza attributi negativi.

di Luigi Caricato

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pubblicato in Tracce > Gastronomia
il 22 Maggio 2010 TN n. 20 Anno 8

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