Anno 15 | 25 Luglio 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il Consorzio di Tutela Vini Collio punta ancora sul territorio

Il Consorzio scende di nuovo in campo a favore del suo territorio, organizzando due giornate di corsi teorico-pratici per formare i viticoltori a contrastare l’inquinamento e promuovere una viticotura sostenibile.

Nelle giornate del 19 e 20 luglio 2017, il Consorzio Collio, assieme al Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DiSAFA) dell’Università di Torino e ad Agrofarma, organizza corsi di formazione e dimostrazione volti a sensibilizzare un uso corretto degli agrofarmaci.

L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto TOPPS, si terrà presso l’azienda Venica & Venica a Dolegna del Collio, localita Cerò 8.

Il tema della prima giornata sarà la riduzione del rischio di ruscellamento da agrofarmaci che approfondirà i concetti di bacino idrografico, diagnosi di bacino e di campo e il livello di rischio. L’obiettivo sarà individuare le best practices da adottare per prevenire il rischio di ruscellamento. L’attività si concluderà con una visita in campo.

La giornata di giovedì sarà invece focalizzata sulla riduzione del rischio di deriva e inquinamento puntiforme da agrofarmaci. Dopo una prima fase teorica che esaminerà, tra gli altri, il concetto di deriva, la definizione delle aree di rispetto e le linee guida da seguire, seguiranno esercitazioni pratiche presso il centro aziendale per analizzare le soluzione tecniche che possono ridurre la deriva e l’inquinamento puntiforme.

A coronamento dei due giorni di formazione seguirà la manifestazione dimostrativa “Collio in campo: tecnologie innovative per una distribuzione sostenibile dei prodotti fitosanitari nel vigneto” che si terrà sempre presso l’azienda Venica & Venica a partire dalle 16:45. Durante la manifestazione saranno presentate le attrezzature esposte e saranno effettuate prove dimostrative in vigneto. Seguirà un rinfresco.

di C. S.
pubblicato il 17 luglio 2017 in Tracce > Formazione

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva

Dop e Igp: serve una nuova strategia per le denominazioni d'origine dell'olio d'oliva