Economia

Vino, è un 2009 in crescita per volumi all'esportazione

Un terzo dei volumi però è sfuso. Il presidente del settore vitivinicolo Fedagri, Adriano Orsi, ritiene sia “necessario investire sulla promozione, valorizzando la qualità del nostro made in Italy”

13 febbraio 2010 | C. S.

Crescono le esportazioni di vino italiano all’estero: nell’anno appena concluso, secondo i dati Ismea, l’export vitivinicolo ha registrato un incremento del +10,2% in volume, a fronte di un calo del 5,4% in valore rispetto al 2008. Si tratta di un andamento dettato per lo più dall’incremento delle esportazioni di vini sfusi (+18%) che rappresentano ormai un terzo del totale delle esportazioni di vino italiano (33% contro il 30% del 2008). Relativamente ai vini imbottigliati, la performance risulta positiva solo nei quantitativi (+5%) mentre si riducono sostanzialmente i valori (-4% rispetto al 2008).

“I segnali più importanti arrivano dal mercato europeo – commenta Adriano Orsi, che ha presieduto il Comitato di Settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative svoltosi oggi a Roma – che ha rappresentato nel 2009 il 56% del nostro export”. Il primo mercato è la Germania, dove si registra un ritorno al consumo del vino italiano dopo che lo scorso anno molti compratori avevano preferito approvvigionarsi dal mercato spagnolo (nel 2009 sono cresciuti in particolare i vini sfusi, con un +21% in volume). Al secondo posto il Regno Unito, dove cresce la domanda di vini spumanti (+18%) e imbottigliati (+9% in volume) a fronte di un calo del 4% dei vini sfusi.

“La leva fondamentale per il nostro export – prosegue il presidente del Settore Vitivinicolo Orsi – resta la promozione: è indispensabile che le nostre imprese continuino ad investire sulla promozione dei propri marchi, per far conoscere l’eccellenza qualitativa del vino italiano. In considerazione del fatto che il mercato è ormai sempre più stretto tra una politica di riduzione dei prezzi e un crescente potere contrattuale della grande distribuzione organizzata”.

Per quanto riguarda l’export verso i paesi extra-Ue, buona la crescita in volume (+6,6%), ma importante riduzione in termini di valore (-10,8%). La meta principale dei vini italiani resta gli Stati Uniti, nonostante la flessione della domanda registrata nel 2009 (-4% in volume e -10% in valore).

Dal lato delle importazioni di vino, nel 2009 si è registrata, sempre secondo i dati Ismea, una riduzione del 25% rispetto al 2008.





Fonte: Alina Fiordellisi

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