Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Economia
il 13 Febbraio 2010 TN n. 6 Anno 8

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Vino, è un 2009 in crescita per volumi all'esportazione

Un terzo dei volumi però è sfuso. Il presidente del settore vitivinicolo Fedagri, Adriano Orsi, ritiene sia “necessario investire sulla promozione, valorizzando la qualità del nostro made in Italy”

di C. S.

Crescono le esportazioni di vino italiano all’estero: nell’anno appena concluso, secondo i dati Ismea, l’export vitivinicolo ha registrato un incremento del +10,2% in volume, a fronte di un calo del 5,4% in valore rispetto al 2008. Si tratta di un andamento dettato per lo più dall’incremento delle esportazioni di vini sfusi (+18%) che rappresentano ormai un terzo del totale delle esportazioni di vino italiano (33% contro il 30% del 2008). Relativamente ai vini imbottigliati, la performance risulta positiva solo nei quantitativi (+5%) mentre si riducono sostanzialmente i valori (-4% rispetto al 2008).

“I segnali più importanti arrivano dal mercato europeo – commenta Adriano Orsi, che ha presieduto il Comitato di Settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative svoltosi oggi a Roma – che ha rappresentato nel 2009 il 56% del nostro export”. Il primo mercato è la Germania, dove si registra un ritorno al consumo del vino italiano dopo che lo scorso anno molti compratori avevano preferito approvvigionarsi dal mercato spagnolo (nel 2009 sono cresciuti in particolare i vini sfusi, con un +21% in volume). Al secondo posto il Regno Unito, dove cresce la domanda di vini spumanti (+18%) e imbottigliati (+9% in volume) a fronte di un calo del 4% dei vini sfusi.

“La leva fondamentale per il nostro export – prosegue il presidente del Settore Vitivinicolo Orsi – resta la promozione: è indispensabile che le nostre imprese continuino ad investire sulla promozione dei propri marchi, per far conoscere l’eccellenza qualitativa del vino italiano. In considerazione del fatto che il mercato è ormai sempre più stretto tra una politica di riduzione dei prezzi e un crescente potere contrattuale della grande distribuzione organizzata”.

Per quanto riguarda l’export verso i paesi extra-Ue, buona la crescita in volume (+6,6%), ma importante riduzione in termini di valore (-10,8%). La meta principale dei vini italiani resta gli Stati Uniti, nonostante la flessione della domanda registrata nel 2009 (-4% in volume e -10% in valore).

Dal lato delle importazioni di vino, nel 2009 si è registrata, sempre secondo i dati Ismea, una riduzione del 25% rispetto al 2008.





Fonte: Alina Fiordellisi

di C. S.

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