Economia

Ecco quali sono le regioni traino del Made in Italy

Se l’export alimentare contiene la flessione a -4%, in controtendenza rispetto al trend del totale industria (-24%), è anche grazie al comportamento virtuoso di alcune aree del Paese

13 febbraio 2010 | C. S.

Di fronte ad un calo del – 4% delle esportazioni del settore alimentare nei primi dieci mesi 2009 sullo stesso periodo 2008 e al pesante gap dell’export totale nazionale che ha chiuso l’anno con una diminuzione attorno al –24% sul 2008, va sottolineata la diversa reattività dell’export alimentare regionale alla presente crisi dei mercati.
Le regioni più brillanti, in controtendenza col trend calante del settore a livello nazionale, sono il Piemonte, che nei primi nove mesi 2009 segna un +8,4% sul corrispondente periodo 2009, la Campania, che tocca il +8,6% e la Puglia che mostra un incoraggiante +5,3%. Va sottolineato che tali dinamiche sono ottenute, nel caso del Piemonte, grazie in gran parte allo spunto del molitorio e, in quello della Campania, prevalentemente grazie alla spinta del conserviero vegetale: due comparti di prima trasformazione che, a dispetto della loro “maturità”, mostrano ampie capacità espansive sui mercati.
Allo stesso tempo va poi richiamata la pesantezza dell’export di tre regioni centrali (Umbria, Marche e Lazio) e di tre regioni del Sud (Calabria, Sicilia e Sardegna): esse hanno segnato tutte cali a due cifre, in gran parte per la grande e aggiuntiva frammentazione aziendale che le caratterizza e che non le aiuta a competere sui mercati in una fase di stretta come quella presente.
La Sicilia, in particolare, appare in forte avvitamento da un biennio, al punto che la sua proiezione esportativa, ovvero l’incidenza del valore dell’export sul proprio fatturato, è scesa al 2,3%, rispetto a una media italiana prossima, come prima accennato, al 16%.
E’ da notare che, fra le regioni leader del Paese, la Lombardia e l’Emilia Romagna, mostrano proiezioni esportative tra l’11% e il 12% del proprio fatturato, inferiori alla media nazionale, per la presenza relativamente scarsa di un segmento apripista come il vino. Tutto diverso invece il caso del Piemonte e del Veneto, che mostrano incidenze export/fatturato, rispettivamente, sull’ordine del 30 e del 20%. Caso a parte, fra le regioni leader, quello della Campania, che svetta con una proiezione esportativa attorno al 31%, grazie alla spinta del comparto conserviero vegetale, di cui è leader nel Paese.

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