Anno 16 | 12 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il boom del Prosecco ha trainato il vino italiano nell'ultimo decennio

Nomisma Wine Monitor ha analizzato il mercato del vino nell'ultimo decennio, scoprendo che l'Italia ha fatto meglio della Francia. Non solo bollicine, rispetto a dieci anni fa i vini rossi fermi hanno registrato una crescita del + 56% di vendite all'estero

Negli ultimi 10 anni l'export del vino italiano è cresciuto del 69% in valore, per un incremento pari a 459 milioni di bottiglie in più. Lo rileva il libro "Wine Marketing - Scenari, mercati internazionali e competitività del vino italiano" a cura di Nomisma Wine Monitor, e con il supporto di Business strategies, presentato a Firenze.

La performance italiana nell'ultimo decennio, spiega una nota, è superiore a quanto messo a segno dai vini francesi nello stesso periodo (+33%) ma inferiore a quelli neozelandesi (+160%). Nello stesso periodo si è assistito a una riduzione delle esportazioni di vino sfuso (-15% a volumi) e a un vero e proprio boom dei consumi di spumanti nel mondo, conil boom delle esportazioni italiane, in particolare di Prosecco.

"Grazie ad una crescita del 240%, oggi l'Italia contribuisce al 23% di tutto l'export mondiale in valore degli spumanti, contro un peso di appena il 10% detenuto nel 2007" evidenzia Denis Pantini, responsabile Nomisma wine monitor e curatore del volume.

Rispetto a dieci anni fa i vini rossi fermi, che rappresentano il 40% dell'export italiano, hanno registrato una crescita del + 56% di vendite all'estero.

Tra i mercati più promettenti, sottolinea il ceo di Business strategies Silvana Ballotta, c'è quello cinese, che presenta "forti potenzialità di crescita" derivanti anche dal fatto che nei prossimi cinque anni, secondo previsioni Fmi, il reddito medio pro-capite in Cina dovrebbe aumentare del 50%.

L’evento è stata anche l’occasione per un focus sul mercato dei vini toscani attraverso il contributo di importanti produttori, tra cui Lamberto Frescobaldi, Sergio Zingarelli, Guido Folonari e Donatella Cinelli Colombini.

di C. S.
pubblicato il 10 aprile 2018 in Tracce > Economia

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Caratteristiche chimiche e annata di raccolta sull'etichetta dell'olio d'oliva, più dubbi che certezze

Evviva, sono tornate le truffe olearie! Ecco cosa accadrà all'olio d'oliva italiano

Evitare di filtrare l'olio extra vergine di oliva si può, ma a precise condizioni

Gli olivi devono produrre a costi accettabili: analisi di quelli fissi e variabili

Il tappo antirabbocco per l'olio extra vergine d'oliva va vietato: è pericoloso!