Anno 15 | 19 Agosto 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Export vitivinicolo nazionale oltre i 5 miliardi di euro

Nel 2016 cresce ancora del 4,3% rispetto all'anno precedente il valore del vino italiano venduto nel mondo. A guidare il trend di nuovo i vini spumanti, con un valore di quasi 1,2 miliardi di euro 

Il vino italiano non conosce crisi, almeno all'estero.

L’Osservatorio del Vino rilascia i dati definitivi sull’export 2016 del vino italiano, confermando le proprie stime diffuse nei mesi scorsi.

Anche questo è un anno da record: le esportazioni hanno raggiunto quota 5,6 miliardi di euro con un incremento del 4,3% sul 2015, che risulta inferiore, però, rispetto a quello del 2015 sul 2014 (+5,3%). I vini spumanti continuano ad essere i veri protagonisti di questo successo, con un valore di quasi 1,2 miliardi di euro (+21,4%) e un volume scambiato pari a circa 3,35 milioni di ettolitri (+19,9%). Il Prosecco guida questa domanda con un incremento del 23,9% a volume (quasi 2,3 milioni di ettolitri) e del 32,3% a valore (circa 885 milioni di euro). Questi i dati relativi all’export 2016 del comparto, elaborati dell’Osservatorio del Vino su base Istat da Ismea, partner dell’Osservatorio.

"Continua il trend positivo già annunciato dall'Osservatorio del Vino nei mesi scorsi - commenta Antonio Rallo, presidente Osservatorio del Vino - A parte i dati del Prosecco, non ci sentiamo di manifestare troppo entusiasmo perché cresciamo meno rispetto al 2015 e a ritmo più lento. Il fenomeno Prosecco va sostenuto con ogni mezzo affinché prosegua la brillante corsa iniziata da qualche anno - sottolinea il presidente Rallo -, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le performance del vino italiano fuori dai confini nazionali. Preoccupa, infatti, il dato relativo ai vini fermi in bottiglia. Il -4,5% fatto registrare dalle consegne oltre frontiera in questo segmento, accompagnato da un lieve arretramento dei valori dello 0,7%, deve far riflettere l'intero mondo produttivo".

"Dobbiamo, quindi, definire nuove strategie per spingere altri vini italiani che stanno incontrando difficoltà nella crescita sui mercati internazionali - prosegue Antonio Rallo - Si rivelano pertanto fondamentali progetti di promozione e comunicazione come quelli posti in essere da ICE per sviluppare attività mirate in Paesi chiave per le nostre imprese: in particolare negli Usa, primo mercato estero per i nostri vini, e in Cina. Tra i consumatori cinesi, registriamo una crescita a valore del 13,8% (101 milioni di euro) e a volume dell'11,4% (299mila ettolitri), ma siamo ancora molto lontani dalla Francia che ha migliorato le proprie performance ed esporta per un valore di 612 milioni di euro (+ 9,94%) e volumi di circa 1,79 milioni di ettolitri (+8,89%), come ci confermano i dati delle dogane francesi". "In questo senso - conclude Rallo - stiamo intensificando l'attività di UIV al fianco di ICE, proprio con l'obiettivo di migliorare il nostro posizionamento su questi mercati in termini di volumi di vino venduti e di incremento del valore medio a bottiglia ".

di C. S.
pubblicato il 16 marzo 2017 in Tracce > Economia

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