Economia
Olio di oliva: export in calo, industria preoccupata
16 maggio 2012 | C. S.
ASSITOL stigmatizza la contrazione delle esportazioni, punto di forza del
comparto anche nei momenti economici più delicati. In difficoltà negli
scambi con l'estero anche la Spagna, tradizionale concorrente dell'Italia
nel settore oleario
Segnali di sofferenza dal settore dell'olio d'oliva, in particolare nell'export,
da sempre punto di forza del comparto anche in tempi di crisi. Ad affermarlo
è ASSITOL, l'Associazione Italiana dell'Industria Olearia, che negli ultimi
mesi ha rilevato una diminuzione delle vendite sul mercato estero.
A marzo si è registrato un calo nelle esportazioni del 7,4% rispetto allo
stesso mese nel 2011, analogo a quello della Spagna, Paese che rappresenta
il tradizionale concorrente dell'Italia nel comparto oleario. Sempre a
marzo, Asoliva, l'Associazione degli esportatori, ha infatti registrato una
diminuzione del 2,9, che per l'extravergine confezionato sale al 3,2%.
Insomma, il disagio del settore non si limita agli operatori italiani, ma
appare generalizzato. "Le difficoltà dell'export - osserva Claudio Ranzani,
direttore generale di ASSITOL - destano preoccupazione negli industriali. La
diminuzione delle esportazioni colpisce un comparto che, da anni, basa buona
parte della sua solidità sulle vendite all'estero". Le aziende del settore,
infatti, commercializzano, in media, circa il 60% del prodotto
confezionato, soprattutto in Europa e Stati Uniti.
Più che il calo complessivo dell'extravergine, preoccupa che a soffrire la
congiuntura negativa siano gli oli con prezzi più alti. "E' ovvio che, in un
momento economico delicato, la scelta del consumatore privilegi prodotti più
convenienti - spiega il direttore dell'associazione - crediamo però che il
settore paghi i contratti non rinnovati dai buyers stranieri, quando le
quotazioni alla produzione in Italia erano ai massimi livelli".
Fonte: Silvia Cerioli

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