Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Marcella Farinaro

GIUSEPPE ARCIMBOLDI
L’estate
Olio su tela
Cm 76x63
Eseguito nel 1573
Musèe du Louvre, Parigi
Arcimboldi (o Arcimboldo) può sicuramente essere considerato uno dei degli artisti lombardi più estroso del XVI secolo. Nato e morto a Milano (1527-1593) reagisce alla monotonia della tradizione rifugiandosi nella fantasia, non ignora la realtà ma parte da questa, utilizzandone i suoi elementi, per organizzarli in maniera del tutto differente da come si presentano in natura.
Ne sono esempio le note Teste Composte, busti umani curiosamente composti da frutti, fiori, ortaggi e animali, come se fossero la rappresentazione di un sogno, tanto che c’è chi addirittura parla di precorrimenti di surrealismo nelle sue opere. L’arte di Arcimboldi si trova a cavallo di un momento storico molto particolare: la crisi e la conseguente fine dell’umanesimo quindi le sue opere possono essere interpretate secondo due strade differenti. Una prima nella quale l’uomo non è più centro razionale dell’universo ma è ridotto a cosa; o viceversa è l’ultima esaltazione dell’uomo, sintesi di ogni oggetto creato dalla natura.
La sua bizzarria arriva al punto da rappresentare dipinti che mostrano un volto umano o una natura morta secondo il verso in cui viene osservato il dipinto.

Arcimboldi rientra tra gli artisti che ricercano il desueto e il meraviglioso tipici del tardo manierismo europeo. Attitudine che lo fece apprezzare dall’imperatore alla corte di Praga, dove esistevano le Wundernkammern (sale delle meraviglie), strane raccolte di oggetti mostruosi o paradossali.

GIUSEPPE ARCIMBOLDI
L’Ortolano
Olio su tavola
Cm 35x24
Museo Civico, Cremona

UNO SGUARDO SULL'ARTE
1. Giorgio Morandi, l’essenza come forma pura e non razionale
link esterno
2. Antonio Ligabue, il genio dalla grande capacità di osservazione
link esterno
3. Il soffio vitale di Sandro Botticelli, tra passione e castità
link esterno
4. Umberto Boccioni, la forma umana in movimento veloce
link esterno
5. L'anima surreale di René Magritte
link esterno
6. La luce di Diego Velàsquez sul quotidiano
link esterno
7. Vincent Van Gogh e l'urgenza interiore di esprimersi
link esterno
8. Un Paul Klee tra classico e moderno, un po' frammentario un po' irregolare
link esterno
9. Le luci di Caravaggio su Bacco
link esterno
10. Diego Velasquez e il tema della caducità e della rigenerazione
link esterno
di Marcella Farinaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA