Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Marcella Farinaro

UMBERTO BOCCIONI
Forme uniche della continuità nello spazio
Bronzo
Cm 110
Eseguito nel 1913
Galleria d’Arte Contemporanea, Milano
Umberto Boccioni è il maggiore artista del futurismo e uno dei maggiori italiani. Verso la fine del 1907 si trasferisce a Milano, “la città del nostro tempo industriale”, dove si incontra con Previati e dopo il lancio del Manifesto Futurista del 1909 con Marinetti decide di lanciare i due Manifesti della pittura futurista con Carrà, Rùssolo, Balla e severini. Da questo momento Boccioni diventa uno dei massimi esponenti della nuova corrente. Pittore, scultore, teorico, ne sostiene fervidamente le idee con la validità delle proprie opere e con scrtitti che costituiscono ancora oggi il veicolo più efficace per comprendere il Futurismo.
Nell’opera presa in considerazione si possono ritrovare tutte le caratteristiche che si ritrovano nel Manifesto tecnico della scultura, compenetrazione di piani intersezione globale nello spazio.
Con la chiarezza critica che caratterizza Boccioni il significato dell’opera è espresso nel titolo: la forma umana, in movimento veloce, mentre ha già raggiunto una posizione e si accinge ad andare oltre, è in qualche modo ancora presente nello spazio precedente, perché nella nostra retina restano le immagini e soprattutto perché il moto è continuo e noi lo percepiamo in sintesi.

Manifesto tecnico della scultura futurista: link esterno
Mostra al Palazzo Reale di Milano sul Futurismo: link esterno
UNO SGUARDO SULL'ARTE
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di Marcella Farinaro
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