Cultura

Io difendo l'ulivo

Io difendo l'ulivo

In Puglia c'è chi da anni muove una battaglia a tutela degli ulivi monumentali nell'area del mediterraneo. La testimonianza di chi crede nel valore del passato

28 aprile 2012 | Gianni Picella

M'interesso da anni della tutela degli ulivi monumentali nell'area del mediterraneo, essendo promotore della campagna"io difendo l'ulivo".

Sono in Puglia ove un mare di ulivi argentati si mescola ad un immenso campo di oro del grano maturo, contornati da un mare azzurro.sicchè giacciono insieme Minerva, Cerere, Poseidone.Questa armonia ,ora, è interrotta innaturalmente da grandi striscie abbaglianti di plastica e pannelli fotovoltaici,risultanze, alle volte di abusi e non controllate programmazioni.

Quel mare di ulivi ha sostituito un verde più intenso di boschi di lecci ed altre querce,emergenza quest'ultima della nostra regione Puglia, unica, da riconoscere e tutelare.

Oggi quel cambio virtuoso di coltivazioni, o meglio messa a cultura di terreni vuol paragonarsi ad una novella forma di agricoltura industriale che consuma i suoli conducendoli ad una rapida desertificazione. Si passa così da un uso legittimo dei campi ad un consumo distruttivo e rapido degli stessi.

Per diritto divino, la proprietà dei suoli agrari, pur riferendosi a singoli proprietari è essenzialmente di pertinenza dell'intera comunità che in quel luogo vive e che ha contribuito con la sua storia all'evolversi di quel territorio in quella maniera.

Quel bene viene percepito globalmente e in quanto tale ne costituisce l'elemento identificativo, a volte , come per l'ulivo in Puglia, l'iconema, destinato ad un uso supplementare quale quello turistico,da fruirne collettivamente.

I nostri splendidi uliveti sono una corretta trasformazione agronomica che ha prodotto un miglioramento produttivo di quei suoli costituendo un paesaggio unico e irripetibile.

Al Sud gli uliveti più opimi delle terre pianeggianti dopo che dai coloni greci , sono stati impiantati nel periodo borbonico fruendo di una lungimirante defiscalizzazione.

Costituivano una costante e in crescita fonte di approvvigionamento dell'olio lampante usato per le prime macchine industriali. In questo periodo si verificarono vere e proprie trasmigrazioni di mercanti del nord che divennero nelle nostre terre, ulivicultori, testimonianze restano nella toponomastica e negli stessi cognomi.

Gli uliveti impiantati dissodando terreni boschivi ,recuperando anche selvatici che venivano innestati erano patrimoni di sicuro sostentamento per doti matrimoniali, fondazioni, conventi. e costituiscono la corona arborea della nostra regione Puglia, ormai priva di boschi , e delle altre aree aride del mediterraneo.Sicchè non più boschi ma uliveti per balze , rocce muretti a secco,consolidando suoli migliorando l'aria e l'ambiente.

Quel popolo di formiche dell'insigne meridionalista Tommaso Fiore ha saputo trasformare, pazientemente col sudore della fronte e la forza delle braccia anche i terreni più poveri, i suoli marginali portando ricchezza lì dove c'era povertà, se è pur vero che ogni coltivazione arborea è un miglioramento delle coltivazioni erbacee. E' questo un uso intelligente ed ecocompatibile dei suoli, e non potrà dirsi così, ripeto, per uno sfruttamento industriale che macina sassi e terra che diventerà presto deserto.

Columella ci ha lasciato sesti d'impianto nei terreni piani sì da avere alberi maestosi,grandemente produttivi,in una forma di coltivazione rispettosa dei ritmi di produzione e della crescita delle piante, che si presta, pure, ad una corretta meccanizzazione.

I nostri vecchi uliveti conservano come bene raro una preziosa diversità varietale, che oggi, quando in una globalizzazione di mercato l'extra vergine è appannaggio di tanti produttori mondiali con costi bassi e non remunerativi per la nostra agricoltura, può costituire l'elemento identificativo di pregio richiesto e ben pagato.

 

Potrebbero interessarti

Cultura

Calici alzati all'Arena di Verona: venerdì 5 giugno il tributo di Veronafiere-Vinitaly per "Campioni del mondo: Italia loves Unesco" in mondovisione

Uno spettacolo scenografico per celebrare il primato italiano dei 61 riconoscimenti Unesco Patrimonio dell’Umanità. In scena sulle note finali dello spettacolo, il grande brindisi da record di Vinitaly, con i calici alzati in diretta televisiva da tutto il pubblico dell’anfiteatro

04 giugno 2026 | 18:00

Cultura

A Londra la bistecca è sempre stata Sublime, anche quando condita con olio rancido e lampante

Fino al 1886 fu attiva a Londra un clubd'elite che aveva, tra le regole, che “le splendide bistecche da manzo dovranno essere obbligatoriamente condite con olio di oliva purissimo invecchiato almeno da due anni…"

27 maggio 2026 | 13:00 | Giulio Scatolini

Cultura

A Cornetto Algida: il gusto dell’estate diventa moneta da collezione

 Un’oncia d’argento da 1,5 euro prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato celebra una delle icone più amate dagli italiani

26 maggio 2026 | 17:00

Cultura

Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura

Composta da più parti, l’esposizione aperta dal 22 maggio si propone di stimolare il visitatore ad un approccio diversificato nei confronti del mondo del vino. Il percorso intreccia l’evoluzione storica del paesaggio a voci che raccontano esperienze di coltura, anche secondo nuove pratiche che vanno a tradursi in una migliore qualità del vino

09 maggio 2026 | 16:00

Cultura

Le Olearie Papali: quando le Terme di Diocleziano custodivano olio (e grano)

La storia economica e amministrativa di Roma passa per l’olio, che ancora una volta dimostra di essere fondamentale per l’uomo: per conservarlo, si crearono dei depositi nelle Terme di Diocleziano, ancora esistenti

04 maggio 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Cultura

Dalla più grande riserva d’acqua dolce del mondo alla foresta equatoriale: l’artista paraguayana Ingrid Seall con Manar

Cellulosa, carta, ferro, manioca, argilla, cera d'api e residui organici per un'opera verticale nel sottobosco del Padiglione della Repubblica della Guinea Equatoriale alla Biennale di Venezia

01 maggio 2026 | 18:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati