Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Daniele Bordoni

Parte in questi giorni la campagna nazionale di raccolta fondi promossa dal FAI Fondo Ambiente Italiano, che da oltre un trentennio si occupa di salvaguardare l’ambiente e promuovere la sensibilità comune nei confronti del nostro patrimonio artistico, culturale e tradizionale, oltre che ambientale. La campagna porta il nome “Terra di Francesco” e prende lo spunto dal nome di San Francesco, che fu antesignano della preservazione della natura e della convivenza tra esseri umani e natura. L’obiettivo è quello di contribuire al restauro del Bosco di San Francesco ad Assisi, oltre 60 ettari destinati a ritornare alla loro veste originaria.
Il bosco è stato donato al FAI da alcuni istituti di credito e necessita di interventi profondi di risistemazione e restauro conservativo. Ecco quindi la necessità di raccogliere i fondi indispensabili per la realizzazione del progetto.
La fondatrice del FAI Giulia Maria Mozzoni Crespi, afferma “La riqualificazione del Bosco vuol essere emblema d’una politica culturale che miri a tutelare ogni territorio, indipendentemente dalla sua spettacolarità. A che serve salvare un monumento se lasciamo che intorno proliferino porcherie?”
Questa iniziativa vede una serie di manifestazioni in tutte le Delegazioni FAI d’Italia, che partendo dal 4 Ottobre arriveranno sino al 25 Ottobre, periodo nel quale sarà possibile sia effettuare la donazione di 2 euro a mezzo sms al 48548, che ritirando contro un’offerta al FAI le tisane messe a disposizione dalla Aboca e che saranno disponibili presso le Delegazioni durante le manifestazioni del mese di ottobre dedicate a San Francesco, sotto il nome “Inno alla Terra”.

In comune a tutte queste manifestazioni vi sarà l’evento del giorno 17 Ottobre, quando alle ore 16.00 in tutta Italia in contemporanea, verrà letto il “Cantico delle Creature” poesia e preghiera scritta nel 1226 da San Francesco poco prima della sua morte.
Nel quadro dell’iniziativa si inserisce l’opera di Michelangelo Pistoletto, con l’installazione paesaggistica “Terzo Paradiso” che sarà realizzata la prossima Primavera. Lo stesso autore afferma che il primo paradiso si riferisce alla Natura prima che gli esseri umani iniziassero a mutarla. Il secondo paradiso fu quello creato da mani umane e che portò a cose meravigliose, ma anche, incontrollato, a catastrofi. Infine il terzo paradiso rappresenterebbe lo sforzo di guidare l’artificio della scienza e del progresso nel restituire vita alla terra.
L’iniziativa del FAI si inquadra in un disegno più ampio di un progetto complessivo di valorizzazione del paesaggio italiano e tutti i media, giornali, riviste e televisioni, stanno iniziando una campagna mediatica ampia come poche attraverso cui non si venderà nulla, ma si trasmetterà questo desiderio di salvaguardia e nel caso di ripristino di un patrimonio naturale incredibilmente vasto e vario, come quello italiano. L’azione del FAI non è un’azione clamorosa, bensì un’azione volta ad accrescere la consapevolezza della gente su quello che ha intorno e a favorirne l’apprezzamento. Si tratta di un’azione culturale, molto più efficace e profonda di qualsiasi azione clamorosa, che passato il momento in cui assurge alla notorietà della cronaca, lascia poche o nessuna traccia nelle coscienze.

Infine la scelta di partire dalla figura di San Francesco è un po’ come riallacciarsi con un filo ideale ad una figura che non aveva certo nei beni materiali il proprio punto di riferimento, al contrario aveva fatto parte del mondo “materiale” e l’aveva abbandonato per avvicinarsi ad una spiritualità totale e sincera. Oggi in un mondo che sta vivendo una profonda crisi economica, in cui molti dei miti legati al consumo di beni materiali vacillano. Ci stiamo iniziando a domandare se la strada di progresso sin qui intrapresa fosse quella giusta o non fosse piuttosto che l’esasperazione di un materialismo fine a sé stesso. Nel nostro futuro potrebbe esserci una maggiore attenzione ai rapporti umani, al rispetto dell’ambiente, con una crescita sostenibile, ad utilizzo razionale delle cose e non un consumo fine e sé stesso. Se inquadriamo il momento che tutti stiamo vivendo in questa prospettiva, possiamo senz’altro condividere la scelta del FAI di partire dalla figura di San Francesco, che non dimentichiamolo è il Patrono d’Italia, come esempio di vita che può mutare e anche da punto di vista laico andare verso un maggiore equilibrio tra mondo materiale e spirituale.
Nota. Le due foto sono del pittore Sergio Bertinotti, di Mergozzo, Verbania. Alcune sue opere saranno esposte a Domodossola il giorno 17 ottobre in occasione della lettura del Cantico delle Creature.
di Daniele Bordoni
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