Ambiente

UNA BANCA DEL GERMOPLASMA A TUTELA DELLA BIODIVERSITA'

Accordo tra Federparchi e Codra. Nasce uno tra i più importanti progetti nazionali per la tutela dell’ambiente del bacino euromediterraneo. Ecco un quadro d'insieme delle specie vegetali in Italia e nel mondo

03 gennaio 2004 | C. S.

È stato firmato il 19 novembre scorso a Roma l’Accordo quadro tra la Federazione italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali, la Federparchi, e il Centro operativo per la difesa e il recupero dell’ambiente, il Codra, per avviare un percorso comune finalizzato alla conservazione del materiale vegetale dei Parchi e delle Aree Protette del bacino Euromediterraneo all’interno della Banca del Germoplasma del Centro operativo per la difesa e il recupero dell’ambiente che rappresenta, oggi, una delle più importanti strutture internazionali nel settore della Conservazione del Germoplasma endemico e della tutela della Biodiversità vegetale.

L’Accordo darà un avvio concreto per uno dei più importanti progetti nazionali finalizzati alla tutela dell’ambiente e al recupero, valorizzazione e conservazione della biodiversità vegetale sul territorio italiano e con l’obiettivo del bacino euromediterraneo.
Da oggi ogni parco nazionale e riserva naturale avrà la possibilità di conservare il germoplasma vegetale, partendo da quello in via di estinzione, grazie alle innovative strutture e tecnologie presenti all’interno della banca del seme del Centro operativo per la difesa e il recupero dell’ambiente che svolgerà la funzione di Banca dei parchi e delle riserve naturali del territorio italiano.

Le parti concordano di avviare azioni per la conservazione della biodiversità, oltre quella forestale, e concretizzare specifici progetti “obiettivo” anche nell’ambito delle strategie di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. In particolare, verranno avviati e attuati progetti integrati tra l’Italia e i Paesi Terzi che interessino trasversalmente le tre convenzioni UNCED ’92:
· mutamento del clima;
· lotta alla desertificazione;
· difesa della Biodiversità.

Le parti si impegnano a garantire la difesa e il recupero delle specie minacciate nei parchi e nelle aree protette attraverso la conservazione del patrimonio genetico, nella struttura di conservazione che viene individuata quale Banca dei parchi e delle aree protette italiani.
L’idea di una Banca del Germoplasma nasce e si sviluppa all’interno della politica dell’Unione europea in materia di protezione dell’ambiente e delle risorse naturali, che negli ultimi anni sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Ciò è dovuto al fatto che le minacce di danno ambientale e di esaurimento delle risorse naturali sono lungi dall’essere sotto controllo.

Boschi e foreste costituiscono una risorsa naturale fondamentale e un importante patrimonio economico da gestire più responsabilmente. È indispensabile proteggere e, ove necessario, restituire la funzionalità autonoma ai sistemi naturali e arrestare la perdita di biodiversità sia nell’Unione europea che su scala mondiale.
L’assenza sul mercato italiano di materiale vegetale autoctono di ecotipi locali rappresenta il primo problema che il Centro affronta. Infatti, l’obiettivo principale della Banca del Germoplasma è la conservazione delle risorse genetiche delle specie vegetali arboree, arbustive ed erbacee minacciate di estinzione, operando sia in-situ (protezione dell’ambiente nel quale le piante vivono) che ex-situ (raccolta e conservazione nella Banca del Germoplasma di collezioni rappresentative della variabilità genetica). Il corretto uso della Banca può contrastare la massiccia importazione di germoplasma non autoctono da strutture straniere a fini di interventi di forestazione e recupero ambientale che, se legittima da un punto di vista economico, non lo è certamente da un punto di vista ecologico e tecnico-applicativo.

L’area di conservazione, caveau, dispone di un sistema di refrigerazione multi celle a controllo di temperatura e umidità. Al suo interno viene effettuata la crioconservazione fino a -25°C di temperatura per ridurre al minimo il metabolismo dei semi e assicurarne la conservazione della vitalità di medio e lungo periodo. La Banca del Germoplasma è in grado di garantire la sopravvivenza di collezioni di semi diversificate in rapporto alle caratteristiche genetiche dei “materiali di base”. In tal modo è possibile operare una scelta del materiale generativo con criteri di differenziazione che vanno oltre il concetto di specie, per meglio adattarlo alle future zone di impiego.

Negli ultimi anni, il regresso della flora spontanea ha raggiunto ritmi preoccupanti in tutto il pianeta. 40 mila specie vegetali rischiano di estinguersi nei prossimi 50 anni si parla, pertanto, della possibilità di perdere un qarto della diversità biologica del pianeta. Le piante oggi esistenti e quelle conservate sono il risultato di 3000 milioni di anni di evoluzione e di 12 mila anni di coltivazione e selezione, ma solo tre quarti hanno un’importanza economica ed entrano a far parte di preponderanza nell’interesse dell’uomo.

Dal 1900 in poi si è perso il 75% della diversità genetica e, malgrado gli sforzi compiuti da parte della Comunità e degli Stati membri per affrontare questo problema, le attuali misure non bastano per consentire un’inversione di tendenza (direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21/05/92 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche; decisione del Consiglio del 25/10/93 relativa alla conclusione della Convenzione sulla diversità biologica 93/626/CEE; Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa; ecc.). Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, inoltre, sono circa 110 i Paesi affetti da desertificazione; sarebbero colpiti o a rischio di desertificazione circa il 30% del totale delle terre emerse.
Tale fenomeno interessa spesso anche i Parchi e le Aree protette del territorio Euromediterraneo che, per primi, si pongono quale principale obiettivo quello della conservazione dell’ambiente naturale, la riproduzione degli ecosistemi vegetali e la ricchezza della biodiversità.

“Lavorare con il Codra per la realizzazione della banca del seme, per un grande progetto nazionale di conservazione, è per noi della Federparchi un grande onore” afferma il presidente Matteo Fusilli. “Codra in questi anni ha messo su a Pignola, in provincia di Potenza, un centro scientifico di primo ordine realizzato da un privato che ha deciso di investire in natura. Una vera e propria fabbrica del verde. Una delle più belle imprese italiane fondamentali per il presente e per il futuro realizzata nel Sud in una regione che ha deciso di puntare su uno sviluppo di qualità sia nel settore agricolo che in quello culturale” continua il presidente. “L’Italia è il Paese più ricco di biodiversità in Europa ma non c’è la consapevolezza di questa enorme ricchezza. L’Italia ospita il 65% degli habitat prioritari indicati dall’Unione europea. Ogni parco” conclude Fusilli “aprirà un conto corrente della biodiversità e depositerà al Codra la ricchezza e la biodiversità di ogni parco. Si faciliterà così la conservazione degli antichi frutti tipici (vite, arance, eccetera) a fini anche riproduttivi vista la crescente richiesta di prodotti di qualità. Anche il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio è consapevole dell’importanza del Codra, ha espresso il suo consenso all’iniziativa e presto darà la sua partecipazione”.

“Per noi del Codra è una grande opportunità questo accordo quadro con la Federparchi” precisa l’amministratore delegato Sergio De Simone, “che ci permette di ampliare la conservazione dei semi delle diverse specie naturali in via di estinzione come, ad esempio, il Pino coricato tipico del Parco del Pollino. La nostra banca del seme è la più grande d’Europa e una delle più importanti al mondo e abbiamo calcolato che, con questo accordo, verranno fuori anche delle possibilità concrete lavorative. Prevediamo, infatti, la creazione di un migliaio di posti di lavoro con i nostri tecnici che andranno a raccogliere i semi all’interno dei parchi e delle aree protette italiane e almeno altri 40 mila posti di lavoro potrebbero essere creati per il restauro delle foreste per i prossimi 20 anni”.


Fonte: Alessandra Lombardi


LA BIODIVERSITA’ VEGETALE IN ITALIA E NEL MONDO. LE CIFRE

Specie vegetali conosciute nel mondo 270.000
Specie vegetali stimate nel mondo 320.000

Piante censite in Italia:
· Flora vascolare (Felci, Gimnosperme e Angiosperme): 5.599 specie
· Flora briologica (Muschi e Epatiche): 1.097 specie
· Licheni: 2.145 specie

Con le alghe marine e le piante delle acque dolci dei fiumi, dei laghi, degli stagni delle pozze si superano abbondantemente le 9.000 specie oltre il 50% della flora europea su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente.

732 piante sono endemiche.
l’Italia ospita il 65% degli habitat prioritari indicati nella direttiva europea “Habitat”.

Su 270.000 piante note nel mondo solo 3.000 sono usate per fini alimentari.
Circa 200 specie di piante sono state addomesticate per uso alimentare.
Tra queste, 15-20 specie costituiscono i raccolti di maggiore importanza.

Attualmente nei paesi industrializzati circa il 60% dei prodotti farmaceutici viene ricavato dalle piante. Questa percentuale sale all’80% nei Paesi in via di sviluppo.

In Italia vivono 990 specie di piante di origine esotica, solo in parte naturalizzate, di cui 214 invasive. In Europa sono 1.568 le specie vegetali esotiche di cui 473 in Corsica.
In Sardegna, record negativo per l’Italia, ci sono 110 specie esotiche invasive.

Nel mondo scompaiono specie viventi (animali e vegetali) al ritmo di 15.000 l’anno.
Nell’ultimo secolo il ritmo di scomparsa delle specie è aumentato da 100 a 1.000 volte rispetto ai tassi di estinzione naturale.
Oggi sono circa 18.000 le specie animali e vegetali in pericolo nel mondo (erano 11.000 nel 1996).

Le piante minacciate (Lista Rossa 2000, IUCN) sono così suddivise:
Gimnosperme 141 su 876 specie conosciute
Angiosperme 5.390 su 250.000 specie conosciute

Fonte: Federparchi

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