Anno 10 | n. 20 | 22 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Marcello Ortenzi
Autorizzare a costruire e gestire gli impianti a fonti rinnovabili è in Italia ancora una barriera non tecnologica, nonostante le recenti Linee Guida Nazionali.
Le Province sono implicate direttamente nel tema e l’UPI (Unione delle Province d’Italia) si è impegnata in un progetto europeo (Interpares – 107 province partecipanti), che mira ad assicurare una maggiore diffusione del mercato dell’energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili cercando di semplificare i procedimenti autorizzativi.
L’8 e 9 febbraio l’UPI un seminario nazionale ha riunito diversi attori del campo per esaminare la situazione e dibattere sulle possibilità di semplificare le attuali procedure nazionali e regionali e i modelli organizzativi.
L’obiettivo concreto è stato la presentazione del progetto e lo stato d’avanzamento dello stesso per avviare la fase più delicata che è rappresentata proprio dall’individuazione degli strumenti più idonei per favorire gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili limitando al massimo le barriere non tecnologiche.
Dal dibattito è emerso il ruolo rilevante che tante Province hanno nella fase d’autorizzazione, delegate dalle Regioni, ma anche la difficoltà pratica a seguire l’evoluzione quantitativa del settore a causa dell’insufficiente formazione del personale e la scarsità di risorse umane da dedicare al compito.
Il Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, ha evidenziato che sono facce della stessa medaglia, la pianificazione e il governo del territorio, la semplificazione delle procedure e una razionalizzazione del sistema incentivante per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il quadro territoriale ancora disomogeneo fra le varie parti del territorio anche dopo l’entrata in vigore delle Linee guida nazionali, l’incertezza in alcune determinazioni delle Linee stesse spinge le Province ad accentuare il loro ruolo, perché possono operare quali enti di riferimento attraverso il piano territoriale di coordinamento provinciale, che deve sempre più diventare riferimento attraverso cui determinare la sostenibilità ambientale degli interventi sui territori d’area vasta.
Il consigliere d’Itabia Bruno Fierro ha evidenziato come la “tassa sulle autorizzazioni” ormai è diventata normalità, a causa degli anni che occorrono per avere i permessi a costruire e connettersi alla rete, in qualsiasi regione, mentre in Francia, chiamata a comparazione, avviene tutto in metà tempo in genere.
Marino Berton di AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) ha ricordato il ritardo di sette anni che ha subito il decreto sulle Linee Guida per l’autorizzazione agli impianti a rinnovabili (GU 18/3/2010), per cui le Regioni hanno cercato di darsi delle specifiche regole in autonomia, ma inevitabilmente si sono create situazioni difformi, oppure queste leggi sono state impugnate dal Governo per la verifica di costituzionalità.
Le Province con Interpares cercheranno di far emergere tutti gli aspetti legati al tema autorizzazioni e fornire le loro soluzioni per uniformare e semplificare Conferenze di servizio, procedure, modelli di domanda, tempi di risposta e fare quindi la propria parte per sviluppare il settore della green energy.
di Marcello Ortenzi
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